Cucchi: l’amico di Stefano che calunniò i carabinieri patteggia un anno

Pubblicato il 26 Maggio 2011 20:28 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2011 20:30

ROMA – Ha patteggiato una pena ad un anno e due mesi di reclusione Emanuele Mancini, il romano di 34 anni, amico di Stefano Cucchi, il giovane morto dopo essere stato arrestato per droga il 22 ottobre del 2009. Mancini calunniò i carabinieri che avevano fermato il geometra nel parco degli Acquedotto di Roma.

Mancini, come ribadito del carabiniere Roberto Mandolini, comandante della stazione Appia, nel corso dell’audizione nel processo per la morte di Cucchi che vede alla sbarra dodici persone, fu bloccato insieme a Stefano mentre era intento a comprare da lui della droga. Il patteggiamento, in accordo con i pm Vincenzo Barba e Marina Finiti, fa riferimento all’accusa di aver calunniato i carabinieri che effettuarono il fermo.

L’uomo sentito come persona informata sui fatti dichiarò “falsamente di essere stato indotto dai carabinieri appartenenti alla stazione Roma-Appia, che avevano operato l’arresto, attraverso la minaccia di accollare anche a lui la responsabilità per la detenzione dello stupefacente e di sottoporre la sua abitazione a perquisizione”.

L’uomo, inoltre, accusò i militari affermando di essere stato indotto a sottoscrivere da loro ”un falso verbale di sommarie informazioni, già preconfezionato, nell’ambito del quale egli si dichiarava mero acquirente abituale di hashish nei confronti del Cucchi, incolpando cosi se stesso e i medesimi operanti del reato di falso e questi ultimi anche del reato di cui all’articolo 611 cp (violenza o minaccia per costringere a commettere un reato) pur nella consapevolezza della loro innocenza”.