Tasse non pagate: abbuono e tregua. Tasse da pagare: flat tax per autonomi e promesse sugli stipendi

Il nuovo governo targato Meloni e le tasse, sia quelle da pagare che quelle non pagate: cosa cambia?

di Alessandro Avico
Pubblicato il 26 Ottobre 2022 - 09:09 OLTRE 6 MESI FA
Tasse non pagate: abbuono e tregua. Tasse da pagare: flat tax per autonomi e promesse sugli stipendi

Tasse non pagate: abbuono e tregua. Tasse da pagare: flat tax per autonomi e promesse sugli stipendi FOTO ANSA

Tregua fiscale sulle tasse non pagate e flat tax sulle prossime tasse che verranno: sono alcuni dei punti principale della riforma fiscale del nuovo governo Meloni.  Sulle tasse la neopresidente del Consiglio parla infatti di un nuovo patto fiscale fondato su tre pilastri. Primo: riduzione della pressione fiscale con una riforma dell’Irpef, con progressiva introduzione del quoziente familiare. Secondo estensione della flat tax. Terzo: lotta all’evasione. Ma vediamo più nel dettaglio. 

Tasse non pagate: abbuono e tregua

Nella nuova riforma fiscale del governo Meloni troviamo una tregua sulle cartelle. Le cartelle fiscali fino al 2015 e fino a 2mila euro vengono infatti cancellate. Quelle superiori possono essere rateizzate e pagate senza multe e more. 

Tasse da pagare: flat tax

Ci sono poi le tasse da pagare. Per gli autonomi una flat tax: nel dettaglio per le partite Iva con fatturato tra 65mila e 100mila euro sul quale pagheranno il 15% di tasse. Per i dipendenti invece una flat tax piatta che scala con gli aumenti di stipendio. Questa almeno sarebbe l’idea, non semplice da realizzare. Come funziona? Prendiamo per esempio un dipendente che guadagna 1000 euro al mese e su questi 1000 euro ci paga il 10% di tasse, quindi 100 euro. Nel momento in cui riceverà un aumento, per esempio di 500 euro, andrà a pagare meno del 10% su questi nuovi 500 euro. Quindi i 100 euro sui mille di stipendio più per esempio altri 50-75 euro sull’aumento. E così via a scalare per gli aumenti successivi.

Reddito di cittadinanza

La povertà è dilagante, dice la Meloni. Ma non si combatte con l’assistenzialismo bensì con il lavoro, aggiunge, citando Papa Francesco. ”Vogliamo mantenere e, laddove possibile, aumentare il doveroso sostegno economico per i soggetti effettivamente fragili e non in condizioni di lavorare”. Gli altri, invece, non riceveranno più il Rdc, che, ”per come è stato pensato e realizzato ha rappresentato una sconfitta”, ma verranno potenziati gli strumenti di collocamento al lavoro.