Telefono Rosa, a Roma Nord non vogliono donne vittime di violenza: “Ci deprezzano le case”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Settembre 2020 13:49 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2020 13:49
Telefono Rosa

Telefono Rosa contro i residenti di Roma Nord ostili alle donne vittime di violenza (Ansa)

Senza generalizzare troppo, sembra che a Roma nord, sulla Cassia come ai Parioli, zona ricca e affluente, alcuni residenti tengano più alla proprietà che alle donne vittime di violenza di genere.

A Roma Nord Telefono Rosa, l’associazione che la rappresenta e se ne prende cura, delle donne e dei loro figli, non è ben vista da queste parti. Era già successo ai Parioli. 

Telefono Rosa, a Roma Nord non sono gradite le donne vittime di violenza

E’ capitato di nuovo sulla Cassia durante un sopralluogo della presidente di Telefono Rosa in uno degli immobili messo a bando dal Comune di Roma per scopi sociali.

Prima sommessamente poi senza scrupolo alcuno, i cari futuri vicini le hanno fatto capire che qui le donne vittime di violenza non sono benvenute. Pregiudicano, dicono, il decoro, mettono a rischio il valore delle proprie belle case.

Ai Parioli si trattava di un immobile sottratto alle mafie riconvertito a casa rifugio per le donne vittima di violenza, 5 posti letto, non esattamente un affollato ostello. 

La Repubblica ha raccolto la testimonianza della presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Cernieri Moscatelli. Da 33 anni sente certe cose, è vaccinata, ma insomma ascoltare quei cari vicini lascia un po’ sgomenti.

“Quando vengono aperte case rifugio in zone in cui ci sono case di pregio succede anche questo. Per i condòmini, le donne sono considerate una scocciatura. Per chi pensa agli affari, la causa di un possibile deprezzamento del bene”.

“Non sia mai che un giorno i nostri figli dovessero trovarsi in classe con loro”

Ai Parioli, ammette la presidente, è un continuo. 

Bianche, nere, gialle, figli grandi o piccoli, qui non c’è posto per loro.

“Noi in quel palazzo non le vogliamo: ci deprezzano il valore del bene, non sia mai che un giorno i nostri figli dovessero trovarsi in classe con i bambini di quelle donne, ci sono pure molti studi di professionisti in zona, ne risentirebbero anche loro”. (fonte La Repubblica)