Thyssen, 8 anni fa la tragedia: insulti su web a vittime

di redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2015 7:06 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2015 0:16
Thyssen, 8 anni fa la tragedia: insulti su web a vittime

Thyssen, 8 anni fa la tragedia: insulti su web a vittime

TORINO – “A Torino c’è gente poco sveglia. Fu la loro giusta fine. E io rido”. E solo uno dei messaggi choc apparsi sul web in questi giorni che fanno riferimento alla tragedia della Thyssenkrupp di Torino, quando sette operai furono inghiottiti da una palla di fuoco. Il primo deceduto quasi subito, gli altri dopo giorni o settimane di agonia.

In questi giorni in cui il capoluogo piemontese ricorda quella tragica notte del 2007, sono spuntati in rete insulti e commenti intrisi di macabro sarcasmo. I parenti delle vittime, già esasperati dalla lentezza del sistema giudiziario hanno presentato un esposto alla polizia postale. Il sindaco di Torino, Piero Fassino, si è detto “indignato”. L’unico operaio sopravvissuto, Antonio Boccuzzi, poi diventato parlamentare del Pd, nelle scorse settimane ha dovuto sostenere il peso di invettive molto simili. Oggi però è intervenuto per sottolineare che “come sempre, in prossimità dell’anniversario, qualche scienziato si prodiga in creazioni deliranti che evidentemente gli servono per riempire un’esistenza inutile”.

L’anniversario, l’ottavo, cade il 6 dicembre. A Torino è la “Settimana della sicurezza”: un ricco calendario di seminari, conferenze, cerimonie, manifestazioni sportive, eventi come la mostra fotografica “L’Italia che muore di lavoro” o lo spettacolo teatrale (con l’impegno di ottanta artisti) intitolato “Sulla nostra pelle”, nato da un’idea di un ex collega delle vittime, Giovanni Pignalosa.

A distanza di otto anni, in città il nome Thyssenkrupp resta incollato alla tragedia. La storia di una fabbrica che stava per chiudere i battenti (gli impianti sarebbero stati trasferiti a Terni), che aveva liquidato molti collaboratori ma che continuava ugualmente a produrre, senza troppo badare all’integrità di chi ci lavorava. Questo, almeno, hanno detto le indagini del pool coordinato dal pm Raffaele Guariniello.

La parola fine alla vicenda giudiziaria deve essere ancora scritta dalla Cassazione: il prossimo appuntamento è per il 13 maggio, quando i supremi giudici passeranno al vaglio le sei condanne (fra i 9 anni e 8 mesi e i 6 anni e 8 mesi, pene più alte del consueto per quel che riguarda gli incidenti sul lavoro) per omicidio colposo.