Tragedia del Cermis, dossier delle forze armate Usa datato marzo 1998: “E’ stata colpa nostra, dobbiamo pagare”

Pubblicato il 13 Luglio 2011 12:10 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2011 12:28

La strage del Cermis

CERMIS – Già un mese dopo la tragedia del Cermis un rapporto interno dei Marines stabiliva che i piloti americani erano colpevoli e dovevano pagare. Era il 3 febbraio 1998, un aereo EA-6B in forza alla 31st Fighter Wing dei Marines, di base ad Aviano per partecipare alle missioni in corso sulla Bosnia, aveva tagliato i cavi della funivia di Cavalese, uccidendo venti persone che si trovavano a bordo della cabina precipitata. Le forze armate Usa ordinarono un’inchiesta interna e il documento pubblicato dalla ‘Stampa’ ne è la conclusione.

Si legge sulle conclusioni del generale Peter Pace: “La causa di questa tragedia è che l’equipaggio dei Marines ha volato molto più basso di quanto non fosse autorizzato, mettendo a rischio se stesso e gli altri. Raccomando che vengano presi i provvedimenti disciplinari e amministrativi appropriati nei confronti dell’equipaggio, e dei comandanti, che non hanno identificato e disseminato le informazioni pertinenti riguardo ai voli di addestramento. Gli Stati Uniti dovranno pagare tutte le richieste giustificate di risarcimento per la morte e il danno materiale provocato da questo incidente”.

Come scrive ‘La Stampa’, il Marine Tactical Electronic Warfare Squadron 2 era arrivato ad Aviano il 27 agosto 1997 per partecipare all’operazione Deliberate Guard sulla Bosnia. Proprio in quel mese il governo italiano aveva imposto nuove regole sui voli a bassa quota in Trentino Alto Adige, vietando di scendere sotto i 2000 piedi, ossia circa 700 metri. Quella direttiva era stata consegnata ai piloti e fu trovata nella cabina dell’EA-6B dopo l’incidente, così come le carte che segnalavano la presenza della funivia. Ma nessuno le aveva aperte.

Gli ultimi 45 secondi sono drammatici. Altri testimoni vedono Easy 01 che passa bassissimo sopra Molina di Fiemme. «Il pilota dice che non sapeva della funivia. Quando la vede sulla rotta, la sua reazione immediata è spingere il naso in giù, nel tentativo di sopravvivere ed evitare la cabina». Schweitzer rimane «scioccato nel vedere un cavo, mentre Ashby fa picchiare l’aereo. Poi sente un rumore sordo, ma pensa che sono passati sotto». Raney «sente l’impatto, ma non vede cosa è stato colpito». In questo momento il radar altimetro è regolato sugli 800 piedi. Da tempo ha lanciato il suo avvertimento all’equipaggio, perché il rapporto conclude: «Alle 15,13 i cavi della funivia del Cermis vengono colpiti da Easy 01, ad un’altitudine non superiore ai 113 metri, o 370 piedi». La velocità «eccedeva il limite di 450 nodi». Dopo l’impatto Ashby e Schweitzer contattano il centro di controllo aereo di Padova e dichiarano l’emergenza. Ad Aviano liberano la pista di atterraggio numero 23. Il maggiore Gross, responsabile della sicurezza nella torre di controllo, «guarda l’aero con il binocolo. Gli sembra che abbia colpito un cavo». L’atterraggio avviene alle 15,35: «Una videocamera è stata ritrovata nella cabina di pilotaggio, nessuna informazione era registrata». Ma solo perché Schweitzer aveva cancellato tutto, dopo l’incidente.

Pace, dopo aver letto il rapporto sull’incidente, scrive:

La causa dell’incidente è stata un errore dell’equipaggio. Ha manovrato aggressivamente l’aereo, superando la velocità massima di 100 miglia all’ora e scendendo molto più in basso dei 1000 piedi di altezza. L’impatto non è stato un caso fortuito, perché l’equipaggio ha volato più basso e più veloce di quanto fosse autorizzato, ovunque il terreno lo consentiva“.