Treviso, arrestato figlio del nomade ucciso da Stacchio

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Marzo 2015 19:55 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2016 11:55
Treviso, arrestato figlio del nomade ucciso da Stacchio

Treviso, arrestato figlio del nomade ucciso da Stacchio

TREVISO – Sceglievano i locali da rapinare e la notte mettevano a segno i colpi. Sette giovani tra i 19 e i 26 anni che hanno fatto razzia negli esercizi commerciali sparsi in tutta la provincia di Treviso. I carabinieri li avevano soprannominati la banda dei giostrai, perché il gruppo era composto da giovani provenienti da accampamenti nomadi, espressamente selezionati per le loro qualità atletiche: i colpi richiedevano velocità e capacità di auto-difesa. Tra loro anche un “figlio d’arte”: Alan Cassol, figlio di Albano Cassol, il nomade di 41 anni ucciso lo scorso 3 febbraio dal benzinaio-eroe Graziano Stacchio a Ponte di Nanto che salvò la vita al gioielliere Roberto Zancan e mise in fuga i rapinatori, armati di kalashnikov, sparando a sua volta col fucile.

Secondo i carabinieri di Conegliano Veneto, Cassol junior sarebbe il capo organizzativo della banda. I sette sono stati incastrati grazie alle telecamere di sorveglianza degli esercizi commerciali presi di mira e dovranno ora rispondere dell’accusa di associazione a delinquere finalizzata al furto.

La notizia ha subito destato l’attenzione del leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che ha cinguettato polemico su Twitter:

“In galera per furto anche figlio del “nomade” ucciso da Graziano Stacchio. C’è ancora chi difende i Campi Rom?”.

Stacchio, indagato per eccesso colposo di legittima difesa, dal canto suo ha più volte condannato la campagna mediatica che si è mobilitata in suo nome, sostenendo di non sentirsi un eroe, né un modello da seguire: “Non sparate in mio nome – aveva detto in un’intervista al quotidiano la Repubblica – né in Veneto, né in Sicilia. La sola idea mi fa paura”.