Trifone Ragone-Teresa Costanza: tante piste, un testimone (forse)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Marzo 2015 20:31 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2015 20:32
Trifone Ragone-Teresa Costanza: tante piste, un testimone (forse)

Teresa Costanza e Trifone Ragone

PORDENONE – Si fa sempre più fitto il mistero attorno al duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanzai due giovani fidanzati uccisi nel parcheggio di una palestra di Pordenone la sera del 17 marzo: tra le varie ipotesi formulate dagli investigatori ci sono debiti non pagati, ammiratori delusi, corteggiatori minacciosi, persino la criminalità organizzata, visto che uno zio di Teresa, Antonio Costanza, nel 1995 fu vittima della lupara bianca. Pare però esserci un testimone: un anziano che dice di aver notato una presenza sospetta nei giorni precedenti gli omicidi. Forse era il killer impegnato in appostamenti per organizzare l’agguato?

Al momento non ci sono molte risposte. Venerdì 20 marzo un perito balistico assisterà all’autopsia di Ragone e Costanza. Si spera di ricavare qualche informazione utile a trovare l’assassino. Gli investigatori stanno anche visionando tutti i filmati delle telecamere di sorveglianza di Pordenone, sperando di trovare elementi utili.

Per il Procuratore Marco Martani “Siamo di fronte ad un assassino che ha dimostrato estrema determinazione e freddezza”. E un’ottima conoscenza dei luoghi, visto che è riuscito a sfuggire all’occhio delle videocamere presenti nel parcheggio, dileguandosi senza che le decine di persone che stavano facendo sport in quella struttura ricreativa notassero alcunché. Gli investigatori cercano testimoni.

Qualche diversità di vedute si registra sul fronte delle indagini: se Martani ritiene la 7.65 utilizzata per il duplice omicidio “un’arma non da professionisti, poco efficace e imprecisa”, alcuni inquirenti ricordano invece come chi l’ha impugnata abbia fatto centro con 5 colpi su sei, in rapida successione. Tutti andati a bersaglio e senza distruggere il veicolo o creare una confusione tale da far accorrere i passanti, che non si sono accorti di nulla.