Tv ed elettronica venduti senza pagare tasse: evasione fiscale da 70mln di euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 luglio 2015 13:24 | Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2015 13:24
Tv ed elettronica venduti senza pagare tasse: evasione fiscale da 70mln di euro

Tv ed elettronica venduti senza pagare tasse: evasione fiscale da 70mln di euro

MILANO – Vendevano televisori ed elettronica alla grande distribuzione, ma evitando di pagare le tasse dovute. Una evasione fiscale da 70 milioni di euro scoperta dalla Guardia di Finanza di Milano che ha portato all’arresto di 19 persone tra l’Italia e il Principato di Monaco con l’accusa di frode fiscale trasnazionale.

Il Corriere della Sera scrive che le persone coinvolte nell’indagine sono 27, ma il gip del tribunale di Monza ha disposto l’arresto di 19 persone:

“Tra i destinatari anche un cittadino bulgaro e un italiano residente nel Principato di Monaco, nei cui confronti sono stati emessi due mandati di arresto Europeo. Più di 50, invece, le perquisizioni sul territorio nazionale ed estero disposte dal pm della Procura di Monza, Donata Costa, titolare delle indagini, che ha avviato le rogatorie. In base alle prime ricostruzione dei militari di Seregno, le imposte evase ammonterebbero a oltre 70 milioni di euro. I militari hanno anche avviato controlli presso istituti bancari e conservatorie per sequestrare beni e denaro per un controvalore di circa 12 milioni di euro. Complessivamente, sono 27 le persone coinvolte nelle indagini, raggiunte da avviso di garanzia e accusate di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari transnazionali.

L’operazione denominata «Schermo Piatto» ha stroncato, come detto, una frode fiscale, grazie alla quale gli indagati riuscivano a commercializzare televisori ed altri prodotti elettronici sul mercato della grande distribuzione, a prezzi «stracciati», sfruttando il vantaggio economico derivante dal mancato assolvimento delle imposte. Il sistema era garantito da un giro di fatture, documenti di trasporto e doganali rigorosamente falsificati, al solo fine di giustificare i passaggi della merce tra le società. I debiti tributari venivano, invece, lasciati in capo alle società fittizie ed ai prestanome compiacenti e soprattutto nullatenenti, che non versavano un euro di imposte”.