Veronica Panarello, Cassazione conferma condanna a 30 anni per l’omicidio del figlio Loris

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Novembre 2019 20:16 | Ultimo aggiornamento: 22 Novembre 2019 13:00
Veronica Panarello, Cassazione conferma condanna a 30 anni per l'omicidio del figlio Loris

Veronica Panarello (foto ANSA)

ROMA – È definitiva la condanna a 30 anni di reclusione inflitta a Veronica Panarello per l’omicidio del figlio Loris Stival, di 8 anni, avvenuto a Santa Croce Camerina il 29 novembre 2014. Lo ha deciso la prima sezione penale della Cassazione, presieduta da Adriano Iasillo, che ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputata, attualmente detenuta a Torino. 

La decisione della Corte è giunta dopo diverse ore di camera di consiglio. Il sostituto pg di Cassazione Roberta Maria Barberini aveva stamane sollecitato la conferma della sentenza di condanna pronunciata dalla Corte d’assise d’appello di Catania nel luglio dello scorso anno. Già in primo grado, con rito abbreviato, Veronica Panarello era stata ritenuta responsabile – e quindi condannata a 30 anni – dal gup di Ragusa per l’omicidio e l’occultamento di cadavere del figlioletto, del quale denunciò la scomparsa il 29 novembre 2014 e che venne ritrovato morto dopo qualche ora in un canale a Santa Croce Camerina. 

Loris, le tappe principali di indagini e inchiesta sull’omicidio

29 novembre 2014: la madre, Veronica Panarello, denuncia la scomparsa del figlio, dice di averlo accompagnato a scuola e di non averlo trovato all’uscita del circolo didattico Falcone-Borsellino. Prima di sera il cadavere del piccolo Loris viene trovato in un canalone a Santa Croce da Orazio Fidone, il ‘cacciatore’.

1 dicembre 2014: l’autopsia rivela che Loris è stato strangolato, forse con fascette elettriche. Gira l’ipotesi di un ‘orco’, ma non ci sono riscontri medico legali e la tesi sarà poi smentita dalla Procura di Ragusa.

3 dicembre 2014: dai video di telecamere di sicurezza emergono le incongruenze nei racconti della madre del bambino.

9 dicembre 2014: Veronica Panarello è fermato per l’omicidio del figlio e l’occultamento del cadavere. Lei si proclama innocente e continua a ripetere: “l’ho accompagnato a scuola”.

12 dicembre 2014: il Gip di Ragusa, Claudio Maggioni, convalida il fermo dell’indagato e dispone che la donna resti in carcere 3 gennaio 2015: il Tribunale del riesame di Catania conferma l’ordinanza del Gip di Ragusa, la madre di Loris deve rimanere in carcere.

29 maggio 2015: la Cassazione ribadisce i “gravi indizi di colpevolezza” e rigetta la richiesta di scarcerazione di Verona Panarello.

10 novembre 2015: Per la prima volta Veronica cambia versione e ammetta di non aver portato il figlio a scuola, ma di non ricordare cosa è accaduto.

17 novembre 2015: la madre di Loris dice che il figlio è morto per un incidente mentre giocava con le fascette elettriche a casa.

3 dicembre 2015: Veronica accede al giudizio abbreviato condizionato a perizia psichiatrica.

14 dicembre: prima udienza del processo;

11 febbraio 2016: è la svolta ‘ufficiale’ nelle versioni di Veronica Panarello che davanti ai Pm, dopo averlo fatto in carcere il mese prima davanti a assistenti e psicologi, accusa il suocero Andrea Stival, che avrebbe ucciso Loris perché aveva scoperto che eravamo amanti.

17 febbraio 2016: il nonno di Loris è indagato per omicidio in concorso.

3 marzo 2016: Andrea Stival interrogato dai Pm nega tutto.

7 giugno 2016: la perizia psichiatrica parla di personalità dice che Veronica dimostra una “personalita’ non armonica”, ma era ed è “capace di intendere e volere”.

3 ottobre 2016: la Procura di Ragusa chiede al Gup Andrea Reale la condanna dell’imputata a 30 anni di reclusione per omicidio premeditato aggravato e occultamento di cadavere 17 ottobre 2016: il Gup di Ragusa, Andrea Reale condanna Veronica Panarello a 30 anni per l’uccisione del figlio Loris.

Fonte: ANSA.