Vittorio Sgarbi: “A Roma c’è bisogno di una candidata come Malena. I Ferragnez? Lei è una befana, lui…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Luglio 2021 12:57 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2021 12:57
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Vittorio Sgarbi: “A Roma c’è bisogno di una candidata come Malena. I Ferragnez? Lei è una befana, lui…” (foto ANSA)

Vittorio Sgarbi, in una lunga intervista a MOW, svela i nomi che vorrebbe candidare nelle liste di Rinascimento per le prossime elezioni amministrative: “A Roma c’è bisogno di un capolista e ci metterei subito Malena la Pugliese. Così il Vaticano sarà contento”. Poi sottolinea altri nomi molto noti: “Morgan a Sulmona, come sindaco”, mentre “Vasco Rossi nel modenese. Mi piace molto”. 

Vittorio Sgarbi su come rilanciare cultura e storia dell’Arte

Sgarbi racconta il suo personale obiettivo per rilanciare cultura e storia dell’Arte in Italia: “Voglio fare il Ministro dei Beni Culturali. E lo voglio fare perché voglio chiamare persone colte a lavorare con me”, mentre attacca il collega e accademico toscano, Tomaso Montanari: “Non so cosa faccia questo Montaroli… chi è? uno che parla di cul-tura?” e circa la recente polemica tra Gli Uffizi e il colosso dell’intrattenimento per adulti Pornhub, dichiara nel ruolo di presidente del Museo di Trento e Rovereto: “Se volessero farlo per il Mart gli darei volentieri l’autorizzazione, una volta pagati i diritti. Fatto questo, chiunque può fare ciò che vuole di quel che vede”.

Sgarbi sui Ferragnez e sulla città di Milano

L’intervista su mowmag.com prosegue, tra aneddoti personali: “L’ultima volta che ho fatto l’amore è stato il 6 febbraio di quest’anno” e opinioni sul costume contemporaneo e i fenomeni che genera, come la coppia Ferragnez: “Lei è una befana, lui un mezzo marito”. E tra le prossime iniziative del noto critico d’arte a settembre è previsto un incontro a sostegno di Luca Bernardo, candidato sindaco di Milano, città in cui Vittorio Sgarbi fino al 2008 era al timone dell’ambito Assessorato alla Cultura del Comune, che dirige i musei civici e le mostre nel centro del capoluogo meneghino: “Sono stato cacciato. Sa perché? Perché avevo fatto la mostra Arte e Omosessualità. Capisce? Ero talmente avanti che prima che Fedez nascesse, io affrontavo pubblicamente queste tematiche e sono stato appunto cacciato perché la Moratti non era d’accordo”.