Why Not, De Magistris assolto in appello: resta sindaco

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2015 20:41 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2015 20:41
Why Not, De Magistris assolto in appello: resta sindaco

Luigi De Magistris

ROMA – Assolti in appello il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ed il consulente Gioacchino Genchi dall’accusa di abuso d’ufficio per l’acquisizione di tabulati telefonici di politici, in merito all’inchiesta Why not. Il verdetto giunge all’indomani della sentenza della Corte Costituzionale che aveva respinto il ricorso del sindaco di Napoli sulla legge Severino e in particolare sulle norme relative alla sospensione degli amministratori locali condannati, anche in via non definitiva, per determinati reati.

Finalmente è stata fatta giustizia”, ha esultato De Magistris, che scampa così la seconda sospensione. Condannato in primo grado a un anno e tre mesi, era già stato sospeso dalla carica di sindaco in base al dettato della cosiddetta Legge Severino. Poi il ricorso al Tar e il reintegro, in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale richiesto proprio dal Tar. Proprio ieri la Consulta ha respinto il ricorso, ma i giudici della terza Corte d’Appello di Roma, hanno tagliato la testa al toro, assolvendolo. De Magistris resta in carica.

Le accuse facevano riferimento al 2006, epoca in cui l’attuale sindaco del capoluogo campano era pubblico ministero a Catanzaro e titolare dell’inchiesta Why Not, ed in particolare all’acquisizione di tabulati telefonici, senza autorizzazioni delle camere di appartenenza, dei parlamentari Romano Prodi, Francesco Rutelli, Clemente Mastella, Marco Minniti, Antonio Gentile, Sandro Gozi, Giuseppe Pisanu e Giancarlo Pittelli. A conclusione della requisitoria, il pg Pietro Catalani aveva chiesto alla corte presieduta da Ernesto Mineo, l’assoluzione dei due imputati per gli episodi relativi a Pisanu e Pittelli, e la dichiarazione di prescrizione per gli altri sei.

“Per me – ha detto De Magistris – finisce un incubo. E’ stata una vicenda che mi ha procurato molta sofferenza. L’assoluzione è motivo di grande soddisfazione”.