Yara, a un mese dal ritrovamento stallo nelle indagini: “C’è solo da attendere”

Pubblicato il 25 Marzo 2011 20:57 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2011 20:58

Yara Gambirasio

BREMBATE SOPRA (BERGAMO) – L’immagine del parroco di Brembate Sopra (Bergamo), don Corinno, che si appresta a partire per un pellegrinaggio e accomiatandosi dice ”c’è solo da attendere”, è in qualche modo la fotografia dello stato delle indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio. Accertamenti ancora a tutto campo, nessuna pista prevalente, data delle esequie incerta, nessun indagato: sono gli elementi di una indagine che procede lentamente e che comincia a suscitare nei cittadini una certa rassegnazione.

”Ho sentito papà Gambirasio ieri sera – ha detto don Corinno – Mi ha dato il via libera, vai pure a Fatima, tanto per la data dei funerali non si sa ancora nulla”. Di settimana in settimana, infatti, la comunicazione da parte degli inquirenti (che trattengono la salma di Yara per gli accertamenti medico-legali) sui tempi di riconsegna del corpo e, quindi, delle esequie, continua a slittare. Il Comune ha deciso il luogo, ma per il momento la commemorazione non è imminente. Questo, alla vigilia del quarto mese di indagine e del primo dopo il ritrovamento del corpo di Yara in un campo a Chignolo d’Isola (Bergamo) è il quadro di una situazione dove domina l’attesa.

”Domani non ci sono in previsione manifestazioni civiche”, ha detto il sindaco Diego Locatelli. E anche la chiesa non sta organizzando momenti particolari con la comunità parrocchiale. Alla domanda se in paese comincia ad esserci rassegnazione, Locatelli risponde: ”come ho già detto, anche se il tempo passa, se questo serve per trovare il colpevole, ben venga. Certo che poi alla fine vogliamo vedere i risultati”. E definisce ”quasi un tormento” ogni ricorrenza mensile che riporta alle date della scomparsa della ragazzina (26 novembre 2010) e del ritrovamento del corpo (26 febbraio scorso).

Sul fronte delle indagini, proseguono i laboriosi accertamenti sui vestiti e la comparazione dei due dna finora isolati con le oltre 500 persone testate. Ma il clima tra gli investigatori sembra, come per il paese, di attesa. Attesa per possibili nuovi sviluppi che vadano a colmare con nuovi elementi la mancanza di una pista prevalente. Intanto arrivano ancora manifestazioni di solidarietà alla famiglia e di commiato verso Yara. E’ di oggi la notizia che il cappellano del carcere di Treviso ha inviato una lettera a don Corinno per informarlo che i carcerati, di loro iniziativa, stanno facendo una sottoscrizione per realizzare una piccola opera in ricordo di Yara, segno che la commozione per questa vicenda e’ ancora molto forte.