Aereo Chapecoense caduto Colombia “perché la benzina era finita”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 dicembre 2016 18:52 | Ultimo aggiornamento: 26 dicembre 2016 18:52
Aereo Chapecoense caduto Colombia "perché la benzina era finita"

Aereo Chapecoense caduto Colombia “perché la benzina era finita”

BOGOTA’ – L’aereo precipitato il 28 novembre in Colombia con a bordo la squadra di calcio brasiliana della Chapecoense aveva finito la benzina, dopo che il comandante aveva cambiato programma all’ultimo, decidendo di saltare lo scalo previsto per fare rifornimento. Lo hanno accertato gli investigatori colombiani.

La tragedia dello scorso 28 novembre ha provocato la morte di 71 delle 77 persone che erano a bordo dell’aereo, tra cui i giocatori e lo staff dirigenziale della Chapecoense, insieme a numerosi giornalisti e ad alcuni membri dell’equipaggio. Sei i sopravvissuti.

Il team brasiliano si stava recando a Medellin per giocare contro l’Atletico Nacional la gara di andata della finale della Coppa Sudamericana.

Le autorità boliviane hanno arrestato Gustavo Vargas, direttore generale di LaMia, la compagnia del volo precipitato. Vargas in passato è stato pilota del presidente boliviano Evo Morales. Insieme a lui sono finiti in carcere anche il responsabile per il mantenimento dei velivoli e un’impiegata amministrativa della LaMia. Il ministro boliviano per i Lavori pubblici, Milton Claros, ha spiegato che esistono indizi che puntano a un traffico di influenze per l’ottenimento dei permessi di volo da parte della compagnia aerea.

La giustizia boliviana ha anche chiesto all’Interpol di arrestare Celia Castanedo Monasterio, la funzionaria dell’amministrazione nazionale di aeroporti che ha autorizzato il piano di volo dell’aereo poi schiantatosi a terra, prima di atterrare nell’aeroporto di Rionegro, malgrado non disponesse della carica di carburante prevista dai regolamenti. Castanedo è fuggita in Brasile, dove ha chiesto asilo, sostenendo di essere vittima di una persecuzione politica nel proprio Paese.