Aereo Metrojet, nessun sos. Mosca: “Non escluso terrorismo”

Aereo Metrojet, nessun sos. Mosca: "Non escluso terrorismo"
(Foto Lapresse)

MOSCA – L’Airbus 321 della compagnia aerea russa Metrojet precipitato sabato mattina nella penisola egiziana del Sinai si è spezzato in volo e prima dell’incidente il pilota non ha inviato alcun messaggio di richiesta di aiuto. Questi i fatti emersi a due giorni dalla tragedia costata la vita a 224 persone, tra cui molti bambini. Fatti che fanno sempre più largo all’ipotesi dell’attentato terroristico, dell’esplosione e bordo dell’aereo. Pista inizialmente esclusa da russi ed egiziani, ma che adesso sia Il Cairo sia Mosca stanno prendendo in considerazione, anche se la rivendicazione dell’Isis viene scartata perché, in ogni caso, a spezzare l’aereo in due non avrebbe potuto essere uno dei missili in dotazione dei terroristi islamisti.

Dalla compagnia aerea low cost, ex Kogalymavia, fanno sapere che l’equipaggio non ha mandato alcun sos per indicare problemi all’aereo, prima di schiantarsi. L’aereo, dicono dalla compagnia, era stato sottoposto “a tutti i controlli necessari” e non era stato riscontrato alcun problema, anche se il capitano nei mesi scorsi avrebbe espresso alla moglie dubbi sulle condizioni meccaniche dell’Airbus in questione.

Ma che si possa essere trattato di un’avaria o di un errore umano è la stessa Metrojet ad escluderlo: “Un A-321 non può spaccarsi in aria per il malfunzionamento di un qualsiasi sistema tecnico”, ha detto un dirigente della compagnia aerea. Che però, viene fuori adesso, non pagava gli stipendi ai propri dipendenti da mesi, e questo può far immaginare le condizioni in cui lavoravano. Inoltre ha deciso di sospendere tutti i voli Airbus A321 della compagnia.

Che quella zona fosse ad alto rischio terrorismo non è una novità: un mese fa l’ente britannico per la sicurezza dei voli civili aveva diramato un avviso alle compagnie del regno affinché non volassero a bassa quota sul Sinai centrale, vista la presenza di jihadisti ostili agli occidentali, e adesso, dopo l’incidente di sabato, Air France, Lufthansa, Klm ed Emirates hanno deciso di non sorvolare più quella zona fino a quando non saranno chiare le cause dell’incidente. O dell’attentato.

 

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