Australia, la famiglia più incestuosa del mondo: il padre obbligava i figli ad avere rapporti sessuali con lui e tra loro

Un caso di abusi e incesti tra i più gravi mai registrati in Australia. Parliamo della famiglia Colt, un clan di 40 persone che viveva in una grossa fattoria che per anni avrebbero perpetrato abusi e incesti tra di loro.

di Caterina Galloni
Pubblicato il 29 Maggio 2022 - 12:00
Australia famiglia incestuosa del mondo

Australia, la famiglia più incestuosa del mondo: il padre obbligava i figli ad avere rapporti sessuali con lui e tra loro

Fratello e sorella appartenenti alla famiglia Colt “la più incestuosa al mondo” hanno procreato cinque figli. Erano obbligati dal padre ad avere rapporti sessuali con lui e tra di loro. 

Secondo quanto riferito dal Sun, il patriarca del pervertito clan, Tim Colt, gestiva una fattoria dove avvenivano gli incesti nell’entroterra australiano dove violentò le sue figlie e generò i loro figli. Quattro generazioni di consanguinei.

Il caso della famiglia Colt, la fattoria degli incesti

Il clan Colt di 38 familiari ha vissuto nello squallore, una storia disgustosa di incesto, abbandono e pedofilia che quando è venuta alla luce ha scioccato il mondo. Da allora, a tutti i bambini sono stati dati pseudonimi, nominati dal tribunale, per nascondere le loro identità.

I test genetici hanno rivelato che almeno 11 bambini trovati nella fattoria –  costretti a dormire in squallide tende senza acqua corrente o elettricità – sono nati da genitori imparentati. I bambini, di età compresa tra i cinque e i 12 anni, non parlavano correttamente e presentavano deformità associate alla consanguineità. I fratelli Martha e Charlie Colt erano tra gli otto parenti arrestati, vivevano in sudicio posto maleodorante di “urina e feci”.

Figli obbligati dal padre ad avere rapporti sessuali con lui e altri parenti

Secondo quanto è emerso in tribunale, quando sono stati arrestati nel 2018, la coppia condivideva un “letto matrimoniale” e viveva nella città di Griffith. I poliziotti hanno riferito che almeno quattro dei cinque figli di Martha, di età compresa tra i 14 ei 22 anni, sono nati a seguito di un rapporto sessuale con un parente diretto o più probabilmente il fratello, Charlie.

Martha è stata condannata a due anni di reclusione per aver nascosto la paternità dei suoi figli, che in base al test del DNA, si sono rivelati tutti il frutto di relazioni sessuali con un parente biologico. Ha dato alla luce tre figli e tre figlie, di cui una morta, tra il 1988 e il 2006.

Martha ha affermato che i bambini erano stati concepiti in cinque incontri casuali, una storia che un giudice ha definito “dimostrabilmente falsa”. Le intercettazioni della polizia delle conversazioni tra Martha e il fratello Charlie, ascoltate in tribuanale, erano piene di “risatine e un certo grado di battute sessuali”. Charlie – che inizialmente doveva affrontare 27 accuse – è stato dichiarato non colpevole per due accuse e assolto.

La scoperta che ha scosso l’Australia

L’orribile storia familiare intrecciata con l’incesto ha cominciato a emergere solo nove anni fa, quando le autorità hanno scoperto che circa 40 parenti vivevano in condizioni disumane in un campo nell’entroterra.

Vivevano in un capannone non isolato, vecchie roulotte e tende in una boscaglia del New South Wales. I bambini Colt dormivano in tende senza acqua corrente, servizi igienici o elettricità, avevano un’andatura malferma e non parlavano un inglese comprensibile. Dopo che la fattoria del NSW è stata perquisita, si sono sparsi in zone remote dell’Australia.

Un altro membro della famiglia, Frank Colt, nel 2020 è stato ritenuto colpevole di aver aggredito sessualmente una parente adolescente durante una visita alla fattoria di famiglia vicino a Yass nel 2010.

Delle 80 accuse inizialmente mosse contro otto dei Colt – tra cui incesto, abusi sessuali su minori, oscenità contro un bambino e falsa testimonianza – molte sono state ritirate.