Burkina Faso, attacco jihadista contro cittadina che ospita una base militare: almeno 35 morti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Dicembre 2019 13:55 | Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre 2019 13:55
Burkina Faso, Ansa

(foto d’archivio Ansa)

ROMA – Almeno 35 civili, la maggior parte donne, sono stati uccisi in un attacco di miliziani jihadisti nel nord del Burkina Faso contro una cittadina che ospita una base militare. Lo ha reso noto il presidente, Roch Marc Christian Kabore. L’attacco, avvenuto ad Arbinda, vicino alla frontiera con il Mali, è stato seguito da un conflitto a fuoco nel quale sono stati uccisi anche 7 soldati e circa 80 jihadisti.

Gli attacchi jihadisti, cominciati nel 2015, sono frequenti in questa regione e hanno già provocato centinaia di morti, ma il bilancio ancora provvisorio fornito dal presidente è senza precedenti per una singola azione. “L’azione eroica dei nostri soldati ha portato all’eliminazione di 80 terroristi”, ha affermato Kabore, aggiungendo tuttavia che ciò è avvenuto dopo che “questo barbaro attacco ha provocato la morte di 35 civili, per la maggior parte donne”. Secondo le forze armate, all’attacco contro la base di Arbinda hanno preso parte un centinaio di jihadisti arrivati a bordo di moto.

Papa Francesco: “Basta guerre in Africa”.

“Il Signore che è nato sia luce per i popoli dell’Africa, dove perdurano situazioni sociali e politiche che spesso costringono le persone ad emigrare, privandole di una casa e di una famiglia”, ha detto il Papa nel Messaggio natalizio “Urbi et Orbi”. “Sia pace per la popolazione che vive nelle regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo, martoriata da persistenti conflitti”, ha proseguito Papa Francesco. “Sia conforto per quanti patiscono a causa delle violenze, delle calamità naturali o delle emergenze sanitarie – ha detto ancora -. Sia conforto a quanti sono perseguitati a causa della loro fede religiosa, specialmente i missionari e i fedeli rapiti, e a quanti cadono vittime di attacchi da parte di gruppi estremisti, soprattutto in Burkina Faso, Mali, Niger e Nigeria”.

Fonte: Ansa.