Butt dial: smartphone in tasca? Se a chiamare è il sedere…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2015 5:59 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2015 2:31
Butt dial: smartphone in tasca? Se a chiamare è il sedere...

Butt dial: smartphone in tasca? Se a chiamare è il sedere…

ROMA – A chi non è mai capitato di mettere il telefono in tasca e scoprire di aver chiamato qualcuno con la sola pressione del proprio sedere? Almeno una volta il blocco dello schermo touch del vostro smartphone vi ha tradito. Negli Stati Uniti è stato anche coniato il termine tecnico è “butt dial“, letteralmente “telefonate di culo”. Un fenomeno che a San Francisco sta diventando un vero e proprio problema, dato che i centralini del numero di emergenza 911 sono sempre più spesso intasati da questo tipo di chiamate.

Giordano Tedoldi su Libero Quotidiano riporta i risultati di un articolo di Slate, sito americano in cui si spiega che in appena 3 anni il numero di butt dials è cresciuto:

“Dal 2011 al 2014, scrive “Slate”, le chiamate al 911 di San Francisco sono aumentate del 28 per cento. E il motivo non sta in un aumento di crimini, ma in un aumento di telefonate col culo.

«Se vi ficcate lo smartphone nella tasca posteriore dei pantaloni, accertatevi di aver attivato il blocco!»: una raccomandazione a prima vista incomprensibile, e suscettibile di equivoci, se non fosse vitale, per il 911, ridurre quel 20 percento di telefonate involontarie e mute che l’ hanno intasato nell’ultimo anno. Il 911 già è oberato, figurarsi poi quando l’ operatore riceve una telefonata col culo. Possono passare molti, preziosi minuti (in media circa 2) prima che si renda conto che l’ emergenza è dovuta a una chiappa, e non a una rapina.

Non può mica buttare giù, come facciamo noi, dopo che al terzo «pronto?» ascoltiamo solo rumori ambientali, sperando di non ascoltarne di intestinali. Può essere successa qualunque cosa: che qualcuno abbia chiamato il numero d’ emergenza e poi sia stato colpito e il cellulare gli sia caduto di mano. Allora l’operatore resta in ascolto, per capire se si sta verificando un danno a un cittadino, alla comunità oppure semplicemente alla sua intelligenza”.

 

I centralinisti di San Francisco lamentano il problema dilagante, mentre in Inghilterra una soluzione al problema si è cercato di trovarla:

“Già in Inghilterra la piaga delle telefonate col culo ai numeri d’emergenza è stata energicamente contenuta sollecitando il chiamante a digitare 55 nel caso che sia in linea, essendoci effettivamente un’ alta improbabilità che un deretano, attivata la chiamata d’ emergenza, riesca poi a digitare le due cifre. Di bei culi ce ne sono molti, ma intelligenti ancora nessuno.

In America invece sono così innervositi che stanno pensando a multe, e certo sarà una vera onta ricevere una multa per aver effettuato una chiamata col fondoschiena: potrebbe funzionare come deterrente. Ma venendo a noi e al nostro italianissimo «112»? Una ricerca in rete non ci ha dato notizia di particolari stati di sofferenza dei centralini dovuti alle chiamate col culo. Ma poiché dubitiamo che in Italia il fenomeno debba misteriosamente essere meno diffuso, forse è semplicemente più tollerato dai nostri operatori rispetto agli adrenalinici colleghi in servizio sulle strade di San Francisco”.