Cina: cento milioni di maiali morti di febbre suina. Verso una crisi alimentare?

di Dini Casali
Pubblicato il 11 aprile 2019 12:45 | Ultimo aggiornamento: 11 aprile 2019 16:32
Cina: cento milioni di maiali morti di febbre suina. Verso una crisi alimentare?

Cina: cento milioni di maiali morti di febbre suina. Verso una crisi alimentare?

ROMA – Sono morti o sono stati abbattuti in Cina un centinaio di milioni di maiali contagiati dalla febbre suina, non pericolosa per l’uomo ma letale per gli animali: il dato deve tener conto dei diversi standard di trasparenza della seconda più grande economia del mondo, le stesse autorità cinesi hanno ammesso un calo del 13% su base annua della produzione di suini. Su un totale di 430 milioni di capi significa la morte o l’abbattimento di 55 milioni di capi, 1156 focolai del contagio sono stati certificati dall’agosto del 2018.

La stima, ragionevolmente raddoppiata appunto a livello internazionale, pone allarmanti interrogativi su una crisi alimentare verosimilmente già in atto, accompagnata da un’aumento dell’inflazione di portata storica trainato dal rincaro dei prezzi del prodotto che sfama un miliardo di cinesi (“porkflation”).

Il recente controverso protocollo di intesa commerciale sottoscritto dall’Italia con il presidente Xi Jinping conferma la necessità della Cina di importare suini con l’Italia che si impegna a vendere maiali su mercato cinese nazionali così come stanno facendo altri paesi europei, a partire dal Regno Unito dove già si paventa una crisi del bacon.

I numeri di cui parliamo in effetti sono da capogiro: segnala Mauro Bottarelli su Business Insider che “un calo della produzione cinese in seno alla catena dell’offerta globale potrebbe portare a scostamenti enormi nei fondamentali del settore”. 

I prezzi al consumo in Cina vedono una accelerata a marzo e salgono del 2,3% su base annua, contro l’1,5% di febbraio: si tratta, riferisce l’Ufficio nazionale di statistica, del dato più alto da ottobre 2018, dovuto in prevalenza dai prezzi alimentari, soprattutto per gli effetti della febbre suina.

In base a calcoli di Arlan Suderman, chief commodities analyst alla INTL FCStone, “al momento possiamo parlare di un -31% di produzione cinese nel comparto, un qualcosa che per essere pareggiato necessiterebbe tutta la produzione annuale di Canada, Usa, Messico e Brasile”. (fonte Business Insider)