Cina. L’avvocato dissidente cieco Chen fugge dagli arresti domiciliari

Pubblicato il 27 Aprile 2012 8:47 | Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2012 8:59

PECHINO – Attivisti per i diritti umani hanno affermato che il 27 aprile l’ avvocato cieco Chen Guangcheng e’ riuscito a fuggire dalla sua abitazione nella provincia dello Shandong, eludendo la sorveglianza di decine di poliziotti che da oltre un anno gli impedivano di uscire, tenendolo di fatto agli arresti domiciliari. Secondo voci diffuse su Internet, Chen avrebbe raggiunto l’ambasciata Usa a Pechino. Altri messaggi sul web rete affermano che la casa della famiglia dell’attivista e’ circondata da auto della polizia.

E’ giallo sulla sorte dell’ attivista cieco Chen Guangcheng, fuggito dalla sua abitazione nel nordest della Cina dove si trovava agli arresti domiciliari. La notizia della fuga di Chen, un avvocato autodidatta che si e’ battuto contro gli aborti forzati e ha trascorso piu’ di quattro anni in prigione, e’ stata data da altri attivisti tra cui He Peirong, una dissidente basata a Nanchino, che hanno sostenuto che Chen si trova ora ”in un luogo relativamente sicuro”. Secondo voci non confermate che si sono diffuse su Internet il dissidente sarebbe nell’ Ambasciata americana di Pechino, che non ha ne’ confermato ne’ smentito la notizia.

Ma nessuna attivita’ inusuale e’ stata rilevata oggi nei pressi dell’ Ambasciata e i responsabili dell’ ufficio stampa non rispondono alle telefonate. Secondo altri dissidenti la ”fuga” di Chen sarebbe avvenuta cinque giorni fa ma nessuno di loro sembra sapere dove si trovi attualmente.  Altre voci affermano che la stessa He Peirong sarebbe stata arrestata a Nanchino e che Chen sarebbe stato catturato. In teoria Chen sarebbe un libero cittaidno dal 2010, quando e’ stato rilasciato dopo aver scontato una condanna a quattro anni e tre mesi di prigione.

Da allora e’ stato pero’ sottoposto con tutta la sua famiglia agli arresti domiciliari di fatto nella sua abitazione in un villaggio dello Shandong, nella Cina orientale: si tratta di una misura illegale ma alla quale la polizia cinese ricorre spesso quando ha a che fare con i dissidenti. Nella stessa situazione si trova da quasi due anni Liu Xia, la moglie del premio Nobel per la pace e detenuto politico Liu Xiaobo, che rinchiusa nella propria abitazione e isolata dal resto del mondo pur non essendo stata accusata di alcun reato.  L’ attivista Cao Yaxue ha scritto su Twitter di essere entrato in contatto con la famiglia di Chen, che ha denunciato di essere stata minacciata dalla polizia. Un cugino dell’ attivista avrebbe cercato di reagire e potrebbe essere stato arrestato. Le autorita’ locali sono ”furiose” per la scomparsa di Chen.