Corea del Nord, 80 esecuzioni: “Guardavano la tv di Seul o avevano una Bibbia”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 12 Novembre 2013 9:37 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2013 10:04
Corea del Nord, 80 esecuzioni: "Guardavano la tv di Seul o avevano una Bibbia"

Kim Jong un (Foto Lapresse)

ROMA – Ottanta esecuzioni in un giorno. Ottanta persone condannate a morte e uccise perché accusate di aver guardato la televisione sudcoreana o perché in possesso di una Bibbia. E’ quanto sarebbe successo in Nord Corea secondo quanto riferisce il quotidiano sudcoreano Joong Ang Ilbo, uno dei maggiori giornali del Paese. Il condizionale è d’obbligo, dal momento che i giornalisti non sono ammessi nella “Repubblica Popolare Democratica” del dittatore Kim Jong-un. E quindi lo stesso quotidiano sudcreano si trova costretto a citare fonti anonime.

Ma stando a quello che scrive domenica 3 novembre sono state eseguite ottanta condanne a morte esemplari in sette diverse città del Paese, davanti a spettatori costretti ad assistere. Come a Wonsan, dove 10mila persone, tra cui diversi bambini, sarebbero stati radunati nello Stadio Shinpoong e forzati a guardare i condannati legati a dei pali, un sacco bianco in testa, uccisi da una mitragliatrice.

La legge nordcoreana prevede la pena di morte per cospirazione contro il governo, alto tradimento e terrorismo. Ma spesso si viene uccisi per crimini minori come la propaganda religiosa o l’uso di telefoni cellulari.

Soprattutto ultimamente, però, ad essere colpiti sono i reati sessuali e quelli considerati contro la morale. Il 21 settembre il quotidiano giapponese Asahi Shimbun aveva riferito dell’esecuzione di nove membri della Unhasu Orchestra accusati di aver girato e venduto filmini in cui si riprendevano mentre avevano rapporti sessuali.