Coronavirus, in Brasile decessi tra gli indigeni yanomami. “Si rischia lo sterminio”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 17 Aprile 2020 12:08 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2020 12:08
Coronavirus, in Brasile decessi tra gli indigeni yanomami. "Si rischia lo sterminio"

Coronavirus, in Brasile decessi tra gli indigeni yanomami (Foto archivio Ansa)

MILANO  –  Nel Brasile del presidente Jair Bolsonaro, che nega ogni forma di contenimento dell’epidemia di coronavirus, si registrano i primi casi di contagio tra le popolazioni indigene dell’Amazzonia e anche alcuni decessi.

A fare il giro del mondo, in particolare, è stato il caso di un ragazzo di 15 anni, Alvanei Xirixana, indigeno yanomami del villaggio Rehebe, lungo il fiume Uraricoera, nel Nord del Paese, è morto lo scorso 9 aprile in un ospedale di Boa Vista, nello Stato brasiliano di Roraima, dov’era ricoverato da giorni.

Secondo quanto riferito dai medici il ragazzo era debilitato dall’anemia e in passato si era ammalato più volte di malaria. Me il suo è solo il primo caso. Secondo la Folha de S. Paulo si tratterebbe del terzo decesso. 

I rischi per le popolazioni indigene dell’Amazzonia, che contano centinaia di migliaia di persone, sono molti soprattutto a causa dell’isolamento geografico e della lontananza dall’assistenza sanitaria. 

A mettere in pericolo gli indigeni sarebbero soprattutto i cercatori illegali d’oro, che si introducono nella regione amazzonica senza alcun controllo. Furono proprio loro a portare tra gli indigeni il morbillo che, tra gli anni sessanta e ottanta, fece molti morti. 

Nei giorni scorsi si è annunciato la costruzione di un ospedale da campo per le popolazioni indigene colpite dal coronavirus nello Stato brasiliano di Amazonas. Ma il quotidiano La Folha de Sao Paulo parla esplicitamente del rischio che il Covid-19 possa sterminare i popoli indigeni. 

“Lo Stato di Amazonas è quello con il maggior numero di gruppi etnici in Brasile, che sono anche i più vulnerabili al virus”, ha dichiarato il governatore di Amazonas, Wilson Lima, parlando di “1.275 contagi e 71 morti”.

Adesso bisognerà vedere anche se il siluramento del ministro della Sanità, che aveva preso le distanze da Bolsonaro proprio per la sua politica sanitaria, rischierà di aggravare una situazione già delicata. (Fonti: Ansa, Folha de Sao Paulo)