Coronavirus, da Israele all’Ungheria: gli ultimi Paesi che hanno messo restrizioni a chi arriva dall’Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Febbraio 2020 14:51 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2020 14:51
Coronavirus, da Israele all'Ungheria: gli ultimi Paesi che hanno messo restrizioni a chi arriva dall'Italia

Coronavirus, da Israele all’Ungheria: gli ultimi Paesi che hanno messo restrizioni a chi arriva dall’Italia (Foto archivio Ansa)

ROMA  –  Si allunga l’elenco dei Paesi che applicano restrizioni agli arrivi dall’Italia o all’ingresso di cittadini italiani per via dell’emergenza coronavirus. Oggi è arrivato uno stop totale agli ingressi da parte di Bahrein e Israele mentre altri tre Stati (Eritrea, Saint Lucia e Tagikistan) hanno imposto la quarantena obbligatoria.

BAHREIN  –  Le autorità aeroportuali, dal 27 febbraio, hanno inserito l’Italia nell’elenco dei Paesi per i quali è previsto il divieto di ingresso. Unica eccezione per chi ha il permesso di residenza nel Paese: per i sintomatici le autorità disporranno l’isolamento ospedaliero per i necessari accertamenti e gli asintomatici avranno l’obbligo di auto-isolarsi per 14 giorni, con monitoraggio da parte delle autorità sanitarie locali. Qualora i viaggiatori provenienti dall’Italia con permesso di residenza in Bahrein e in auto-isolamento dovessero risultare positivi al coronavirus, verranno trasferiti in isolamento nelle strutture sanitarie identificate dalle autorità locali. 

CILE – Dal 28 febbraio, sarà obbligatorio per tutti i passeggeri in ingresso in Cile via aerea sottoscrivere una dichiarazione giurata sullo storico dei viaggi effettuati nell’ultimo mese. Il Ministero della Salute ha inoltre deciso che dal 2 marzo verrà rafforzato il dispositivo di controlli sanitari in aeroporto. Le persone provenienti da Paesi con alta circolazione del virus, in particolare Italia, Corea del Sud, Giappone e Cina, verranno pertanto separate dal restante flusso di passeggeri in arrivo, intervistate, eventualmente sottoposte ad esami clinici direttamente nel laboratorio di analisi presente in aeroporto.

ECUADOR – Il Ministero della Salute dell’Ecuador ha annunciato l’avvio di controlli sanitari su tutti i viaggiatori provenienti da Italia, Cina, Iran e Corea del Sud. Ove siano riscontrati sintomi compatibili con il COVID-19, le autorità sanitarie locali potranno disporre ulteriori accertamenti ed eventuale quarantena in aree appositamente individuate. 

ERITREA – Le autorità locali hanno annunciato che, a partire dal 27 febbraio, i cittadini italiani che si recheranno in Eritrea saranno posti in stato di quarantena, per una durata di 14 giorni, presso un’apposita struttura ospedaliera denominata ‘Villaggio Community Hospital’ ubicata alla periferia di Asmara.

ISRAELE – Dopo il secondo caso registrato nel Paese (un israeliano di ritorno dall’Italia), il ministro dell’Interno, Aryeh Deri, ha annunciato che firmerà un’ordinanza che proibisce l’arrivo di cittadini italiani o di altri cittadini stranieri con voli dall’Italia. Per i cittadini israeliani sarà possibile rientrare ma dovranno sottoporsi a 14 giorni di quarantena.

POLONIA – Negli aeroporti è previsto un incremento dei controlli della temperatura corporea sui passeggeri che rientrano direttamente dall’Italia e dalla Cina. Agli stessi potrà inoltre essere richiesto di fornire i loro contatti. Nel caso in cui vengano ravvisati sintomi sospetti, l’Autorità sanitaria polacca potrà disporre l’adozione delle misure ritenute più opportune.

SAINT LUCIA – Qualunque viaggiatore sia stato (anche solo in transito) in Italia sarà sottoposto ad un regime di quarantena di 14 giorni.

TAGIKISTAN – Introdotte alcune misure di contenimento, che includono tra l’altro l’obbligo di una quarantena di 14 giorni in appositi centri, dislocati in tutto il Paese, per i viaggiatori in arrivo dall’Italia.

UNGHERIA – Le autorità locali hanno introdotto l’utilizzo di scanner termici negli aeroporti internazionali di Budapest e Debrecen, per i passeggeri in arrivo da Lombardia e Veneto, con ricorso a misure di quarantena in caso di riscontro di sintomi compatibili con il COVID-19. Dal 26 febbraio sono stati inoltre introdotti controlli sanitari anche alle frontiere terrestri. (Fonte: Agi)