Putin invia in Crimea 2mila soldati. Obama: “Grave ingerenza, siamo preoccupati”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 28 febbraio 2014 21:46 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2014 8:48
Crimea invasa da 2mila soldati russi: 13 aerei militari a Sinferopoli

Tensioni in Crimea (Foto LaPresse)

KIEV – Gruppi di cosacchi russi pattugliano insieme a forze della Crimea il checkpoint nei pressi della città di Armiansk lungo la linea che segna l’inizio della Crimea. L’inviato dell’Ansa che si è recato sul posto ha notato anche la presenza al checkpoint, di almeno due postazioni di mitragliatrici.

“Aerei militari hanno violato lo spazio aereo dell’Ucraina e 2mila soldati russi hanno invaso l’aeroporto militare di Gvardiiski, vicino alla capitale della Crimea, Sinferopoli“. Il ministero degli Esteri di Kiev ha inviato un comunicato a Mosca e invitato i russi a “far rientrare immediatamente le truppe e i loro veicoli (in Crimea) alle loro basi”.

“Si tratta di una grave ingerenza e siamo molto preoccupati”, ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama la sera del 28 febbraio commentando la violazione dello spazio aereo e l’arrivo dei soldati in Crimea.

Intanto l’Onu ha convocato un consiglio e annuncia alla Russia: “Siamo abbastanza forti da difenderci, ritiri i militari”.

Il clima diventa teso in Crimea e i toni tra Russia, Usa e Onu si scaldano: l’arrivo dei soldati di Vladimir Putin nella penisola ucraina ha il sapore di una forte provocazione e Obama si dice per questo “fortemente preoccupato”. L’intervento in Ucraina da parte dei russi, sottolinea il presidente americano, “ha un costo e avrà delle conseguenze” e l’incubo di una guerra incombe e spaventa.

SOLDATI RUSSI IN CRIMEA – L’invasione del territorio aereo è scattata la sera del 28 febbraio e 13 aerei militari russi Il-76 hanno portato oltre il confine ucraino 2000 paracadutisti, racconta Serghiei Kunitsinrappresentante permanente del presidente ucraino in Crimea.

In un comunicato il ministero degli Esteri di Kiev ha annunciato la violazione da parte di Mosca del trattato russo-ucraino del 1997, le cui regole impongono alla flotta russa del Mar Nero di restare confinata al porto di Sebastopoli e ha dichiarato:

“Il ministero degli affari esteri ucraino ha protestato in una nota trasmessa alla Russia contro la violazione dello spazio aereo ucraino (…) e chiede il rientro immediato dei militari e dei loro veicoli alle loro basi”.

Il presidente ucraino ad interim, Aleksandr Turcinov, ha chiesto al leader russo Vladimir Putin di far cessare la “aggressione non dissimulata”:

“Mi rivolgo personalmente al presidente Putin per chiedergli di fermare immediatamente la sua aggressione non dissimulata e di ritirare i suoi militari in Crimea. Così si provoca il conflitto e poi si annette il territorio”.

“SIAMO IN GRADO DI DIFENDERCI” – Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito sulla crisi in Crimea, prima in forma privata, poi per consultazioni a porte chiuse per ascoltare un briefing di Oscar Fernandez-Tarranco del Dipartimento agli affari politici e l’ambasciatore di Kiev.

L’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite, Yuriy Sergeyev, ha chiesto ai membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu di considerare la situazione in corso a Kiev per la sua reale gravità e di assistere il suo Paese a mantenere la pace e l’integrità territoriale: “Siamo forti abbastanza per difenderci, la Russia ritiri le forze militari”.

“NO INGERENZE DA MOSCA” –  Samantha Power, ambasciatrice americana all’Onu, avvisa la Russia: “Non accetteremo ingerenze da Mosca”. Power ha precisato che e’ importante che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu sia unito in un momento critico per il futuro dell’Ucraina e del suo popolo, chiedendo anche alla Russia di contribuire al rispetto dell’indipendenza e dell’integrità territoriale dell’ex repubblica sovietica.

“PREOCCUPATI, INVASIONE HA COSTO” – Obama ha dichiarato:

”Siamo profondamente preoccupati. Ogni intervento in Crimea sarebbe una grave violazione del diritto internazionale e della sovranità ucraina”.

Nonostante la situazione con le autorità russa sia “fluida” e non manchino i contatti, Obama sottolinea che l’invasione non sarà a costo zero:

“Un intervento armato ad opera della Russia avrebbe delle conseguenze. Sarebbe profondamente destabilizzante per l’Ucraina e potenzialmente pericoloso”.

Il presidente ha poi sottolineato che gli Usa

“appoggiano la sovranità territoriale dell’Ucraina. Negli ultimi giorni abbiamo parlato spesso con Putin. Credo che la Russia possa essere parte integrante del processo di stabilizzazione dell’Ucraina. Gli Stati Uniti  sostengono il diritto del popolo ucraino di decidere liberamente il proprio futuro”.