Filippine. Scontro polizia con ribelli islamici, bilancio 49 morti

Pubblicato il 26 Gennaio 2015 12:53 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2015 12:53
Ribelli islamici nelle Filippine

Ribelli islamici nelle Filippine

FILIPPINE, MANILA – E’ salito a 49 morti – in gran parte poliziotti – il bilancio dello scontro a fuoco di domenica tra le forze speciali della polizia filippina e un gruppo di ribelli islamici nel distretto di Mamasapano, sull’isola meridionale di Mindanao dove l’anno scorso è stato siglato uno storico accordo di pace per mettere fine alla guerriglia separatista che dura da decenni. Lo riferiscono i media filippini, citando un sovrintendente locale.

Secondo le prime ricostruzioni lo scontro, durato 11 ore, è scaturito da un malinteso con i miliziani del Fronte islamico di liberazione Moro (Milf), principale gruppo ribelle e firmatario dell’intesa dell’anno scorso.

Alla ricerca di due sospetti terroristi appartenenti alla frangia massimalista del Milf, i Combattenti islamici per la libertà Bangsamoro (Biff), il commando delle forze speciali sarebbe entrato nel territorio controllato dal Milf, senza però avvisarli per tempo.

Tra le vittime ci sarebbero almeno 34 poliziotti, e altri 11 agenti sarebbero rimasti feriti. Il Biff – che è contrario al processo di pace – ha inoltre annunciato di avere catturato otto uomini del commando. L’incidente rischia di complicare il processo di pace sull’isola di Mindanao, dove una guerriglia separatista ha causato oltre 100 mila morti negli ultimi 40 anni.

L’intesa dell’anno scorso prevedeva la creazione di una regione autonoma, Bangsamoro, con popolazione a maggioranza musulmana in un arcipelago per lo più cattolico, con ampi poteri devoluti agli ex ribelli. Il disarmo dei circa 11 mila guerriglieri del Milf, parte dell’accordo, non è però ancora avvenuto.

Nel sud delle Filippine operano diversi gruppi ribelli islamici, tra cui quello di Abu Sayyaf, che da oltre un decennio è considerato legato ad Al Qaeda. L’anno scorso, il Biff aveva inoltre espresso il proprio sostegno ai combattenti dello Stato islamico (Isis) in Iraq e in Siria.