Fukushima: 4 anni dopo, Giappone torna al nucleare. Proteste

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 agosto 2015 1:14 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2015 1:14
Fukushima: 4 anni dopo, Giappone riapre al nucleare. Proteste

Il reattore di Fukushima (Ap)

TOKYO – Il nucleare torna a produrre energia in Giappone e, per la prima volta dopo la crisi di Fukushima, rispettando le stringenti norme sulla sicurezza varate dopo l’incidente del 2011: l’utility Kyushu Electric Power, tra le “nove sorelle” che gestiscono gli impianti atomici nell’arcipelago nipponico, ha reso noto che martedì mattina farà ripartire il reattore n.1 della centrale di Sendai, nella prefettura meridionale di Kagoshima.

Gli attivisti antinucleari hanno protestato a lungo nel corso della giornata, a partire dal sito dove, a contenere le poche centinaia di manifestanti e una rappresentanza di evacuati di Fukushima, c’erano decine di agenti e mezzi della polizia. Anche l’ex premier Naoto Kan, sostenitore dell’abbandono dell’atomo, ha voluto esprimere il suo sostegno intervenendo all’iniziativa. Il reattore, secondo le previsioni elencate dalla compagnia in una nota, inizierà a generare elettricità venerdì puntando a entrare nel ciclo commerciale pieno già ai primi di settembre.

Il riavvio segnerà il ritorno del nucleare a tutti gli effetti: gli oltre 40 reattori utilizzabili, al netto di quelli destinati a essere smantellati, sono tutti fermi in Giappone. Kyushu Electric Power ha effettuato tutte le verifiche in programma, a cominciare dalle barre di combustibile: se la tabella di marcia dovesse essere rispettata, il reattore tornerà a funzionare domani mattina alle 10.30 (le ore 3.30 in Italia), con l’ipotesi di raggiungere il punto di criticità alle 23.00. A settembre dello scorso anno, l’impianto di Sendai fu il primo a soddisfare i requisiti sulla sicurezza introdotti nel 2013, in risposta alla crisi di Fukushima e che il governo di Tokyo ha definito come le “più severe al mondo”.

“Vorrei che Kyushu Electric Power assegni la priorità alle garanzie sulla e sia pronta a far ripartire le operazione”, ha commentato il premier Shinzo Abe, ribadendo che la politica di base del governo è di riattivare solo i reattori che avranno avuto il via libera sulla sicurezza dalla Authority (Nra) sulla base di “norme delle sicurezza più severe al mondo”. “Il riavvio delle centrali nucleari confermate come sicure è importante nella nostra politica energetica”, ha commentato il portavoce del governo, Yoshihide Suga, riprendendo le posizioni di Abe sull’atomo a uso civile come uno dei pilastri della politica energetica nazionale. In Giappone, con una dozzina di richieste pendenti per le autorizzazioni e far ripartire altrettanti reattori reattori, i sondaggi continuano a bocciare i piani di Abe: da ultimo, uno della tv pubblica Nhk, ha stimato nel 17% i favorevoli, contro il 48% di contrari.

Su Sendai ci sono i dubbi degli esperti per la vicinanza di due vulcani attivi nel raggio di 50-60 chilometri. Ad esempio, Takehiro Koyaguchi, durante una visita a inizio anno presso il prestigioso Istituto di ricerca sui terremoti dell’Università di Tokyo (Eri) di cui era allora direttore, fu chiaro rispetto a una domanda sul tema: “far ripartire il reattore è un forte rischio”.