Iran, sito di missili balistici nel deserto? Esperti americani ne sono certi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 maggio 2018 6:21 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2018 17:37
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Iran, sito di missili balistici nel deserto? Esperti americani ne sono certi

ROMA – L’Iran potrebbe sviluppare missili balistici a lungo raggio in una struttura di ricerca segreta situata nel deserto, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] secondo alcuni esperti di armi che hanno riferito la “scoperta” shock dopo aver visto un programma televisivo iraniano.

I ricercatori californiani, sono arrivati a questa conclusione dopo aver visto una trasmissione su Hassan Tehrani Moghaddam, un alto comandante del programma di sviluppo missilistico iraniano, morto nel 2011 in un’esplosione in una base militare da lui stesso costruita. Ma ora, ritengono che abbia realizzato un secondo sito pienamente operativo, secondo il New York Times.

Il team del Middlebury Institute of International Studies in Monterey, stava analizzando il filmato quando ha notato una foto di Moghaddam, pubblicata da un giornalista iraniano nel 2017, in cui era seduto accanto a una scatola con la scritta “Shahrud”.

Nella struttura di Shahrud, nel 2013, c’era il sito in cui è avvenuto un singolo test missilistico a medio raggio e si trova a 40 km a sud della città, da cui prende il nome. Da allora sembra sia rimasta in disuso.

Tuttavia, il team ha avuto un asso nella manica: il radar ad apertura sintetica, che ha consentito di esaminare le immagini satellitari con dei dettagli incredibili.

Si sono resi conto che nella zona c’era stato aumento di edifici e alcuni erano color acquamarina, uno dei colori preferiti di  Moghaddam, che usava nel primo sito, a 530 km di distanza. Hanno anche notato prove del traffico di veicoli pesanti che sembravano condurre da e verso un tunnel che portava nel sottosuolo.

Inoltre, i ricercatori hanno scoperto dei segni di bruciature sul terreno, una forte indicazione che erano stati testati dei motori per i missili, probabilmente fino al 2017.

Jeffrey Lewis, che ha guidato il gruppo di ricerca, ha dichiarato al New York Times che la decisione del presidente Donald Trump di ritirarsi dall’accordo nucleare iraniano potrebbe motivare il Paese ad accelerare i test sui missili a lungo raggio.