“Ku Klux Klan apra a ispanici, neri, gay, ebrei”: proposta di un dirigente

Ku Klux Klan
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NEW YORK – In crisi di iscritti all’interno del Ku Klux Klan si è aperto il dibattito per aprire le porte dell’organizzazione anche a gay, ebrei, ispanici e  persone di colore. E non è uno scherzo. John Abarr, uno dei dirigenti del KKK ha dichiarato che “il concetto di supremazia della razza bianca è roba vecchia, bisogna aprirsi al futuro”. Vuoi la tessera? Non importa la razza, basta pagare 50 dollari, 30 di iscrizione più 20 di donazione.

E, oltre ai dollari, ci saranno altri due requisiti d’iscrizione per il nuovo Ku Klux Klan che secondo Abarr dovrebbe cambiare anche nome in Rocky Mountain Knights: avere 18 anni e vivere nel in Nord America.

Ma le organizzazioni per i diritti civili non si fidano e attaccano Abarr: “Se vuole veramente cambiare il KKK potrebbe semplicemente eliminarlo” dicono gli attivisti, “non gli crediamo, è solo un modo per far parlare di sé e cercare consenso nel mondo più moderato”.

Abarr però viene attaccato anche dall’interno del KKK. Bradley Jenkins, “Imperial Wizard” dell’organizzazione non ne vuole sapere niente del progetto di riforma targato Abarr: “Sta andando contro le nostre regole, vuole solo fare carriera politica”. Abarr intanto continua a fare promesse: “Legalizzeremo anche la marijuana, aboliremo la pena di morte” per poi rilanciare con un vecchio classico “e, naturalmente, non ci scorderemo di salvare la razza bianca”.

 

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