L’ultima balla sul web: Haiti terremotata da una bomba atomica americana

Pubblicato il 28 Gennaio 2010 14:35 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2010 15:55

Qualcuno, pochi ma non pochissimi, griderà alla “verità rivelata e finalmente svelata”. Altri, molti anche se non moltissimi, troveranno plausibile anche se non dimostrato almeno il sospetto. La “notizia” infatti corre sul web: il terremoto ad Haiti è la conseguenza di una bomba atomica fatta esplodere dagli americani, una bomba atomica sotterranea, si specifica, fatta detonare dai marines.

Il fatto che ovviamente non esista nessuna prova è la “prova” del “grande complotto”. Se lascia traccia di sé, che complotto è? Il fatto che non esista nessuna traccia di radiazioni è la traccia sicura che le radiazioni sono state cancellate. Il fatto che per fare esplodere una bomba atomica occorre essere in decine se non centinaia di persone a saperlo e che nessuno invece lo sa è la conferma della vastità del complotto. Èuna logica ferrea, inattaccabile e impermeabile alla logica.

Perché mai gli americani avrebbero dovuto far esplodere una bomba atomica e terremotare Haiti? In primo luogo perché sono americani e quindi cattivi e meritevoli di ogni sospetto. Ma c’è chi offre spiegazioni più sofisticate: lo hanno fatto per provare l’effetto che fa. Hanno provato la bomba atomica-terremoto ad Haiti come test per il prossimo impiego dell’arma scuoti-mondo: l’Iran. Qui gli “smascheratori di Washington” un po’ di dividono: qualcuno è certo che gli Usa abbiano “mostrato” la bomba, così Teheran intende. Altri sono certi che dopo Port au Prince toccherà appunto a Teheran. In Venezuela Chavez ha fatto finta di crederci sul serio.

Obiettare che il terremoto ad Haiti ha buttato giù le case costruite male e con materiali di scarto e che le centrali nucleari e le basi militari iraniane hanno resistito ad altri devastanti terremoti e che un terremoto che spiana i bunker e le installazioni missilistiche funziona solo scuotendo sul tavolo di casa la cartina e i carraarmatini del Risiko è tutt’uno con il ricevere un sorriso di scherno da “quelli che sanno…”.

Ma non c’è solo la tesi dell’arma “scuoti mondo”, c’è chi la sa più fina. Ovviamente un no-global, stavolta canadese. Ken Hildebrandt, cioè il “Centro ricerche globalizzazione”, spiega: «Non c’era momento migliore, i sondaggi davano Obama in calo…». Quindi cosa di meglio di una grande missione umanitaria per risalire la corrente della popolarità? Insomma, l’astuto e cinico Obama spiana Haiti, da 200mila morti e si traveste da infermiere per ragioni di politica interna. Ovvio, no? D’altronde non ha forse fatto la stessa cosa Berlusconi in Italia? Avete visto quanto gli ha fruttato in consensi il terremoto in Abruzzo? Davvero credete che i terremoti vengano da soli? Ingenui…

Di fronte alla “rivelazione” di cotanta “verità nascosta” si può ricordare che gli umani hanno sempre bisogno di credere, comunque in qualunque cosa. Più indimostrabile è la “cosa”, maggiore è l’intensità della fede che chiama. Si può osservare come il fascino del dare la “colpa” a qualcuno e qualcosa di umano abbia sempre irresistibilmente attratto gli umani di fronte alla inspiegabilità dei disastri naturali. Si può ancora misurare quanto la fatica della conoscenza e della scienza sia insopportabile per la libido d’opinione. Ma sono tutte spiegazioni, mezze spiegazioni e per di più logiche e razionali, quindi difettose e impotenti. Di fronte alla “notizia” dell’arma “scuoti mondo” fatta detonare da Obama-Stranamore la ragione deve arrendersi. Ad un’arma davvero e sempre capace di scuoterlo il mondo: la stupidità.