Si sente male in vacanza, 27enne muore due settimane dopo. Aveva un tumore al cervello

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Settembre 2018 16:21 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2018 16:21
tumore cervello

Mal di testa in vacanza, 27enne muore due settimane dopo. Aveva un tumore al cervello

ROMA – Catherine Roberts aveva appena 27 anni quando una terribile e precoce malattia se l’è portata via. Si trattava di una giocatrice professionista di rango internazionale molto nota nel mondo del netball (uno sport a squadre simile al basket molto diffuso in alcuni paesi anglofoni specialmente a livello femminile). A stroncarla è stato un tumore al cervello fulminante che l’ha colpita mentre si trovava in vacanza con la sua compagna in Nuova Zelanda.

Lì aveva accusato dei mal di testa sempre più continui ed insopportabili, che l’hanno infine persuasa a chiedere il parere di un medico. Una scansione ha così rivelato la presenza di un grumo nel cervello. La madre di Catherine Roberts si è recata subito dall’altra parte del mondo per raggiungere la figlia e tornare insieme a lei a Blackwood, nel Galles, il loro paese d’origine.

Appena giunte di nuovo a casa, un nuovo parere dei dottori era stato inesorabile. Catherine era oramai troppo malata per poter procedere con qualsiasi tipo di trattamento. Ed appena due settimane dopo è morta. Lei stessa pensava che i malesseri frequenti che accusava fossero da attribuire ad una carenza di ferro.

“Il primo vero segnale che qualcosa non andava lo abbiamo avuto durante un giro in bici. Lì Cath era apparsa estremamente confusa” ha detto la compagna Bryony Powell.

La povera ragazza aveva rappresentato il Galles in vari match femminili di netball, e quando era partita per la vacanza stava benissimo. In Nuova Zelanda era stata sottoposta ad un intervento chirurgico d’urgenza per cercare di arginare il glioblastoma – una forma estremamente aggressiva di tumore al cervello – che l’aveva colpita.

Bryony ricorda anche un particolare inquietante: “Il cancro l’ha colpita nella zona dove viene presieduta la personalità. Per questo lei non ha pianto quando ha saputo della malattia. Ed era una persona molto emotiva. Adesso è davvero difficile vivere le mie giornate senza lei”.