Uruguay: “La produzione di marijuana monopolio di Stato”

Pubblicato il 19 settembre 2012 19:57 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2012 19:57
marijuana

(Foto Lapresse)

MONTEVIDEO – La marijuana in Uruguay sarà presto statale. Il presidente José Mujica ha annunciato la creazione di un monopolio di Stato sulla produzione di questa erba per cercare in questo modo di ridurre la criminalità.

La novità ancora non è legge. Il congresso di Montevideo, scrive Limes, sta discutendo. Ma tutto fa credere che la proposta del governo di centro-sinistra non incontrerà ostacoli.

La proposta di Mujica prevede l’istituzione di un monopolio di Stato sulla marijuana in un piano di 15 diverse misure per ridurre la criminalità. Ma il monopolio in realtà sarà solo sulla produzione, che si aggira sui 27mila chili all’anno. La distribuzione dovrà essere affidata a privati, pur controllati dallo Stato. Gli utili e le imposte sulla vendita Andranno a finanziare i centri di riabilitazione per tossicodipendenti, mentre una parte della produzione sarà usata per trovare nuovi farmaci contro il cancro.

Il presidente vuole anche istituire un registro dei consumatori, che non potranno avere più di 30 grammi di marijuana al mese. In Uruguay, scrive Limes, le persone che consumano marijuana almeno una volta al mese sono 75mila.

Sul sito del governo che annuncia la proposta appare anche l’elogio del premio Nobel peruviano Mario Vargas Llosa. Critico, invece, il ministro dell’Interno venezuelano (di sinistra) Tareck el Assaimi, che insieme al presidente colombiano (di destra) Juan Manuel Santos ha chiesto che una simile misura non sia presa in modo unilaterale, visto che la lotta al narcotraffico è un problema regionale.

Anche l’Onu non è favorevole, considerando la legge incompatibile con gli accordi internazionali contro il narcotraffico.

Ma secondo Julio Calzada, segretario generale della Junta Nazional de Drogas uruguayana, “Regolando come stiamo proponendo il mercato della marijuana, riusciremo in futuro a mettere sotto controllo anche il mercato delle altre droghe”.