Marijuana legale in Messico, Canada i prossimi?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2015 12:53 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2015 12:53
Marijuana legale in Messico, Canada i prossimi?

Marijuana legale in Messico, Canada i prossimi?

CITTA’ DEL MESSICO – La marijuana diventa legale in Messico. La Corte suprema messicana ha accettato il ricorso di un gruppo di attivisti che chiedevano la legalizzazione della cannabis nel paese. La sentenza costituisce così un’apertura sul tema della legalizzazione della marijuana e sembra seguire il percorso di legalizzazione già avvenuto in alcuni stati dell’america latina e degli Stati Uniti. Un’apertura che presto potrebbe arrivare anche in Canada.

Federico Varese su La Stampa spiega che quattro giudici della Corte suprema hanno votato a favore della legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo, mentre uno solo si è detto contrario:

“In risposta al ricorso di una associazione chiamata Smart, la Corte ha sancito che «coltivare, possedere e fare uso di marijuana a scopo ricreativo» è un diritto costituzionale. Oggi questi atti sono illegali, ma depenalizzati. A questo punto le opinioni si dividono: per il Presidente Enrique Peña Nieto, la sentenza non apre le porte alla legalizzazione del consumo, del commercio o del trasporto della marijuana. Non fa altro che confermare quello che già avviene in pratica. Il Presidente ha dalla sua parte l’opinione pubblica: secondo un sondaggio recente, solo il 20% della popolazione è favorevole a un cambiamento della legge e l’opposizione della Chiesa cattolica è netta. Gli esperti aggiungono che la Corte deve confermare questa decisione in altri cinque casi simili affinché la sentenza stabilisca un precedente in grado di cambiare la legge”.

La legalizzazione da parte della Corte Suprema messicana non fa altro che seguire un clima di apertura alla marijuana già in atti nell’America Latina:

“L’Uruguay ha legalizzato il consumo nel 2013, in Cile da quest’anno si può produrre cannabis per scopi medici, in Brasile la corte suprema sta dibattendo la depenalizzazione, mentre in Bolivia è legittimo l’uso tradizionale di foglie di coca. In Colombia, il Presidente Santos, un fautore della legalizzazione, ha ordinato la fine del programma di fumigazione aerea di glisofato. Lo stesso Messico ha di recente introdotto l’uso della marijuana per motivi sanitari. Una bambina di otto anni, che soffre di convulsioni a causa di una rara malattia, è stata il paziente zero. Fino a qui gli sviluppi recenti in America Latina, ma non dimentichiamo che quel continente include anche altri due Paesi, Canada e Stati Uniti.

Il programma elettorale del primo ministro canadese, Justin Trudeau, non potrebbe essere più chiaro: «Siamo a favore di legalizzare, regolamentare e ridurre l’accesso alla marijuana». Solo a Vancouver – una città da anni all’avanguardia su questi temi – vi sono 176 negozi che vendono cannabis, ma solo 11 hanno l’autorizzazione. Nondimeno, nessuno è intervenuto per chiuderli e adesso il capo della polizia locale si è detto pronto a collaborare col governo per scrivere una nuova legge, molto probabilmente sul modello di quella in vigore nello stato americano del Colorado.

Nelle fasi di transizione si assiste a molti paradossi. Negli Stati Uniti, ventiquattro Stati hanno legalizzato l’uso della cannabis, ma per il governo federale il consumo rimane illegale, anche per ragioni mediche. Hillary Clinton ha fino ad ora rifiutato di prendere posizione a favore di un cambiamento della legge, ma ha detto chiaramente che, se eletta, non si opporrà alle decisioni di stati che intendono seguire l’esempio del Colorado e dell’Alaska, dove il consumo è libero. Un Presidente Repubblicano potrebbe rallentare, ma non bloccare del tutto, questa valanga”.