Cronaca Mondo

Messico, detenuti killer in libera uscita: assoldati dal carcere per il controllo del narcotraffico

Detenuti in libera uscita usati come killer su commissione dalla direttrice del carcere: succede in Messico, nello stato di Durango. I prigionieri venivano armati dalle stesse guardie carcerarie, per commettere gli attacchi contro altri narcotrafficanti per il copntrollo del territorio e delle rotte della droga . Sarebbero almeno 35 gli assassinii compiuti in pochi mesi.

A far venire a galla la storia sono stati i bossoli ritrovati sulla scena della “spedizione punitiva” del 17 luglio per vendicare la morte di un narcotrafficante avvenuta alcuni giorni prima, in cui sono rimasti uccisi anche civili. Le pallottole appartenevano ai fucili in dotazione alle guardie carcerarie.

Da qui, riporta il sito della Bbc, sarebbero partite le indagini che hanno messo sotto inchiesta le direttrice del carcere Gomez Palacio e due agenti per aver permesso al gruppo di malavitosi l’utilizzo delle proprie munizioni e anche il traferimento con veicoli ufficiali. Lo stesso commando, assoldati dai narcos, avrebbe compiuto in precedenza altre stragi su commissione dei cartelli della droga.

Lo stesso metodo sarebbe stato utilizzato in tre diversi massacri avvenuti nella città industriale di Torreon, nel bel mezzo del deserto al confine con il Texas. Qui lo scorso febbraio vennero uccise a colpi d’arma da fuoco dieci persone, per lo più ragazzi. Tre mesi dopo, a maggio, quattro uomini scesi da un fuoristrada hanno fatto irruzione in un bar ed aperto il fuoco contro i giovani che si trovavano lì in quel momento, uccidendone quindici. Il 18 luglio altre diciassette persone vennero ammazzate, dallo stesso commando,  durante una festa di compleanno.

A concentrare i sospetti sui detenuti dell’istituto Gomez Palacio è stato anche un video caricato online contenente la confessione di un agente di polizia della città di Lerdo, vicino a Terreon, catturato dal cartello de Los Zetas. In questo filmato il poliziotto, prima di venire ucciso, rivelava che la direzione del carcere avrebbe concesso l’uscita dei detenuti per incursioni criminali.

I dati ufficiali riferiscono che dal 2006 sono già oltre 25.000 i morti in Messico a causa di sparatorie e attentati legati al narcotraffico, molti dei quali sono vittime innocenti. Nel Paese è in atto infatti una resa dei conti fortissima tra bande criminali. Nel dicembre scorso il presidente Felipe Calderón ha schierato circa 50.000 soldati dell’esercito nel nord della regione.

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