Papa Francesco e i 300 esorcisti riuniti a Congresso: “Il Diavolo esiste”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 ottobre 2014 7:00 | Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2014 14:55
Papa Francesco e i 300 esorcisti riuniti a Congresso: "Il Diavolo esiste"

Tentazione della montagna, di Duccio di Buoninsegna, New York

ROMA – Papa Francesco e i 300 esorcisti riuniti a Congresso: “Il Diavolo esiste”. Il pontefice che solo qualche giorno fa ha offerto agli scienziati una lettura dottrinaria conciliante dell’evoluzionismo per cui Big Bang e creazione possono pacificamente coesistere, è lo stesso Papa Francesco che ha inviato un messaggio di auguri e buon lavoro ai 300 esorcisti riuniti al Congresso organizzato alla Fraterna Domus di Sacrofano, vicino Roma. Chi senta aprirsi un sorrisino di scherno attenda: il Papa, a più riprese e sin dall’inizio del pontificato, ha sempre sostenuto con forza che Satana esiste e va contrastato.

E infatti la squadra esorcisti della Chiesa è stata promossa quest’anno, avendo ottenuto un nuovo statuto in Vaticano, il formale riconoscimento giuridico cioè da parte della Congregazione per il Clero. Quella degli esorcisti è una funzione insostituibile dice oggi la Chiesa, una misura pratica contro il Diavolo, alla lettera colui che divide, o Satana, colui che spinge all’odio. Una presenza attiva , quella del demonio, banalizzata e confinata a una lettura psico/allegorico da certa teologia intellettualistica. Secondo la Radio Vaticana, gli esorcisti al lavoro hanno riscontrato un aumento delle possessioni diaboliche, incoraggiate da pratiche occulte e magiche.

A che cosa sono legate? Anche a pratiche piuttosto comuni. Soprattutto occultismo, satanismo ed esoterismo. Molte persone vanno dai maghi a cuor leggero e così aprono la strada, sia pur gradualmente, a Satana. Come ha avuto modo di spiegare padre Francesco Bamonte, presidente dell’associazione, «la presenza di un sacerdote esorcista in una diocesi è importantissima: la sua mancanza, infatti, induce spesso la gente a rivolgersi a maghi, cartomanti, fattucchiere, sette». (Sabrina Cottone, Il Giornale)

“Qualcuno di voi, forse, non so, può dire: ‘Ma, Padre, che antico è lei: parlare del Diavolo nel secolo XXI!’. Ma, guardate che il Diavolo c’è! Il Diavolo c’è. Anche nel secolo XXI! E non dobbiamo essere ingenui, eh? Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui”, si era infervorato Papa Francesco ad aprile. Appena insediato sulla cattedra di Sa Pietro, Bergoglio si servì di Leon Bloy per circoscrivere i campi in lotta: “Chi non prega il Signore, prega il Diavolo”. E del resto anche il Papa Emerito Ratzinger non fa sconti al demonio, intanto accettandone la realtà ontologica:

Prospettiva terribile, ma alcune figure della stessa nostra storia lasciano discernere in modo spaventoso profili di tal genere (persone in cui tutto è divenuto menzogna, persone che hanno vissuto per l’odio e hanno calpestato in se stesse l’amore). In simili individui non ci sarebbe più niente di rimediabile e la distruzione del bene sarebbe irrevocabile. E’ questo che si indica con la parola inferno. (Joseph Ratzinger, enciclica “Spe salvi facti sumus” del 2007)

In cotanta scienza teologica è arduo inserire qualche piccola perla di saggezza popolare, per cui il diavolo si nasconde nei dettagli. Ed è profondamente “relativista” oltre che servire da spauracchio per ragioni opposte. Quelle emerse all’ultimo Sinodo, per esempio. “Il Diavolo vuole distruggere la famiglia” aveva tuonato Francesco in estate, spiegando in seguito che a causa del relativismo  “la famiglia non è mai stata così tanto sotto attacco”.

“La confusione è del diavolo”, ha commentato l’arcivescovo di Filadelfia Charles Chaput, ma non a proposito delle famiglie minacciate: lui parlava del dibattito sulla dottrina della Chiesa su gay e divorziati e risposati. Quello voluto dal Papa.