Putin tassista negli anni Novanta: “Dopo il crollo dell’Urss dovevo guadagnare soldi extra”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Dicembre 2021 - 17:34 OLTRE 6 MESI FA
Putin tassista negli anni Novanta: "Dopo il crollo dell'Urss dovevo guadagnare soldi extra"

Putin tassista negli anni Novanta: “Dopo il crollo dell’Urss dovevo guadagnare soldi extra” (Foto Ansa)

C’è stato un tempo, in Russia, in cui Vladimir Putin era un tassista. A raccontarlo è stato lo stesso presidente russo rammaricandosi per il crollo dell’Unione Sovietica, avvenuto nel 1991, di cui in questi giorni corre il 30esimo anniversario. 

Putin ne ha parlato in una ampia intervista per un documentario intitolato “Russia. Storia recente”, trasmesso su Rossiya1.

Nel documentario, fra le altre cose, Putin afferma che il crollo dell’Unione Sovietica fu una “tragedia”, e che l’indipendenza dei vari territori al tempo sotto l’influenza sovietica ha costituito “la disintegrazione della Russia storica”.

E’ noto che il presidente russo consideri la caduta dell’Urss come “il più grande disastro geopolitico del Ventesimo secolo”. Ma mai prima d’ora aveva parlato delle sue difficoltà personali in quel periodo. 

Putin tassista nei primi anni Novanta

Come è noto l’Unione Sovietica è crollata nel 1991. In quello stesso anno Putin, un agente del KGB, i servizi d’intelligence russi, si dimise dal suo incarico e cominciò a lavorare negli uffici del sindaco di Leningrado (oggi San Pietroburgo) come consulente per gli affari internazionali.

In quegli anni, le condizioni economiche del Paese erano drammatiche: moltissime persone finirono sotto la soglia di povertà e l’amministrazione pubblica era in dissesto.

E’ quindi verosimile che anche Vladimir Putin si sia ritrovato in ristrettezze economiche. “A volte ho dovuto guadagnare soldi extra”, ha detto. “Voglio dire, guadagnare soldi extra in auto, come autista privato. È spiacevole parlarne, ad essere onesti, ma purtroppo è stato così”. 

Putin e il crollo dell’Urss

Se la Russia avesse perso sovranità nei primi anni ’90, ci sarebbero state conseguenze molto gravi per i suoi cittadini, molto più sanguinose del crollo della Jugoslavia, ha spiegato Putin nel documentario, sottolineando che a quel tempo i Servizi occidentali avevano apertamente cercato di far “disintegrare la Russia”.

“È possibile dire con assoluta certezza che sarebbe stato molto brutto per noi se avessimo lottato non per un aumento delle nascite, ma per la sopravvivenza. Il tragico esempio della Jugoslavia dimostra che se quello che è successo alla Jugoslavia fosse successo a noi, le conseguenze per la Russia, data la tempra del popolo russo e dei popoli che vivono nel territorio russo, il nostro confronto sarebbe stato molto più grave e più sanguinoso della Jugoslavia”, ha detto il presidente.