Siria, Isis rapisce 150 cristiani e 100 iracheni. “Usa non sono intervenuti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 febbraio 2015 13:25 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2015 14:21
Siria, Isis rapisce 150 cristiani. "Usa hanno visto ma non sono intervenuti"

Siria, Isis rapisce 150 cristiani. “Usa hanno visto ma non sono intervenuti”

DAMASCO – Continua l’orrore per i cristiani nei territori conquistati dai terroristi dell’Isis, dopo la decapitazione di 21 copti egiziani in Libia. Oltre centocinquanta siriani di fede cristiana sono stati rapiti martedì 24 febbraio nella provincia settentrionale di al Hasakah. Lo Stato islamico sarebbe pronto ad ucciderli tutti, secondo quanto riferisce la Cnn. E i media siriani accusano: “Gli aerei di Usa e coalizione internazionale hanno sorvolato la regione senza attaccare i miliziani jihadisti”.

Sempre in questi giorni i terroristi islamici hanno rapito 107 membri di un clan tribale a Est di Tikrit, in Iraq, tra i quali nove bambini. I sequestrati sono parenti di miliziani che combattono contro lo Stato islamico.

 Alcuni degli ostaggi cristiani sono stati trasferiti nella cittadina di al Shaddadi, roccaforte dello Stato islamico nella provincia di al Hasakah.

5 x 1000

I cristiani rapiti martedì sono fedeli della chiesa assira. I sequestri sono avvenuti nei villaggi di Tel Shemiram e Tel Hermez, vicino alla città di Tel Tamer, teatro di combattimenti tra lo Stato islamico e le milizie curde Ypg, che il mese scorso sono riuscite a cacciare i jihadisti dalla città di Kobane, quasi 250 chilometri più a ovest.

Il vescovo Mar Aprem Athniel, dalla sua diocesi del luogo, ha detto che l’Isis sta avanzando rapidamente in tutto il governatorato, mettendo a serio rischio la vita dei cristiani che abitano i 35 villaggi della zona. Secondo Nuri Kino,responsabile dell’organizzazione A Demand for Action (Adfa), circa 3.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case.

L’archimandrita Emanuel Youkhana ha raccontato che le chiese di Tel Shemiram e di Tel Hermez sono state saccheggiate e date alle fiamme. Non è ancora chiaro il movente dei sequestri collettivi. Secondo alcune fonti rapitori potrebbero chiedere il pagamento di riscatti o uno scambio di prigionieri con i loro nemici curdi, considerati dalla parte dei cristiani.

Secondo l’agenzia governativa siriana Sana, con la sua offensiva nella regione l’Isis intende aprirsi un passaggio verso il confine con la Turchia per assicurarsi rifornimenti di uomini e armi. La stessa Sana aggiunge polemicamente che, durante l’offensiva jihadista sui villaggi cristiani, “gli aerei americani e dei suoi alleati” della Coalizione internazionale “hanno sorvolato la regione senza attaccare i terroristi dell’Isis”. La stessa accusa è stata lanciata dall’arcivescovo Hindo, il quale ha affermato che i cristiani sono stati “abbandonati”. L’Ondus riferisce invece di attacchi di jet della Coalizione che avrebbero ucciso 14 miliziani dello Stato islamico.