Sottomarino scomparso nell’Atlantico: chiamate satellitari non provenivano da lì. Speranze quasi nulle

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 novembre 2017 16:08 | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2017 16:22
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Sottomarino scomparso nell’Atlantico: chiamate satellitari non provenivano da lì. Speranze quasi nulle

BUENOS AIRES – Le speranze di ritrovare il sottomarino scomparso con a bordo 44 militari sono ormai quasi nulle. La Marina militare argentina infatti ha reso noto che i brevi messaggi satellitari captati sabato non provenivano dal sottomarino disperso da ormai oltre 4 giorni. Come ha riferito il portavoce della Marina Enrique Balbi, i sette messaggi satellitari in bassa frequenza sono stati esaminati ed è stato stabilito che non corrispondono al sottomarino, l’ARA San Juan, di cui si sono peri i contatti sin da mercoledì scorso.

Mercoledì scorso, prima dell’interruzione delle sue comunicazioni con il comando militare, il sottomarino argentino aveva informato che esisteva una avaria nelle sue batterie. “Mercoledì scorso siamo stati informati di questa avaria, ed è per questo che si è cambiata la rotta della nave, dirigendola verso Mar del Plata”, ha detto alla stampa Gabriel Galeazzi, portavoce della Marina militare a Mar del Plata, base operativa del sottomarino.

Il sommergibile era partito da Ushuaia ed era diretto alla base a Mar del Plata, quando mercoledì mattina a 430 km dalla costa si sono persi i contatti radio. Un buio totale che ha seminato ansia in tutta nazione. Tra le ipotesi in campo, un problema alle comunicazioni, un blackout o un problema elettrico.

La vicenda sta tenendo con il fiato sospeso tutta l’Argentina mentre Papa Francesco ha assicurato la sua “preghiera fervente” per l’equipaggio, esprimendo la sua vicinanza alle famiglie e alle autorità militari e civili del Paese “in questi momenti difficili ed incoraggiando gli sforzi messi in campo per ritrovarlo”.

Non aiutano le avverse condizioni atmosferiche nell’area dove si sono concentrate le ricerche, già rastrellata per quasi l’80%. Onde alte sei metri e venti violenti non facilitano la visibilità sulla superficie del mare. Il comandante dell’Area Marina Atlantica e capo della base navale di Mar del Plata, l’ammiraglio Gabriel Gonzalez, ha assicurato al giornale La Nacion che la Marina argentina ha messo a disposizione i propri mezzi, a cui sono stati aggiunti pescherecci e anche aerei americani, oltre alla possibile partecipazione di una nave da ricerca del Regno Unito, che opera nelle isole Falklands. Ma fino ad ora nessuna traccia.