Sudafrica, Città del Capo. Turista britannica rapita e uccisa, cresce la criminalità

Pubblicato il 19 Novembre 2010 13:58 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2010 13:59

La township dove è stato ritrovato il corpo della turista britannica

C’era un tenpo, fino ad una diecina d’anni fa, che negli incantevoli sobborghi di Città del Capo, perla del Sudafrica adagiata su due oceani, quello Atlantico e quello Indiano, di notte si dormiva praticamente con la porta di casa aperta. Di ladri, stupratori e quant’altro nemmeno l’ombra.

Chiudere a chiave le macchine era inutile, così come lasciare la bicicletta appogiata ad un lampione senza lucchetti o catene. Ora purtroppo le cose non stanno più così, e Cape Town se la batte con Johannesburg per quanto riguarda la diffusione del crimine.

Ma essendo Città del Capo il luogo con la più alta penetrazione turistica del Paese, gli stessi abitanti si rendono conto che i visitatori stranieri è meglio lasciarli in pace, affinchè non si diffonda la voce che la città è off limits come Johannesburg.

Per questo ha suscitato tanto scalpore in tutto il Paese il rapimento nella township di Guguletu di una turista britannica, Anni Dewani, che, sposata da due settimane, stava trascorrendo col marito Shrien la luna di miele in Sudafrica. La Dewani è stata ritrovata il giorno dopo in un’altra township, uccisa con colpi di arma da fuoco al collo e alla schiena.

Si tratta di un caso bizzarro, perchè al momento del rapimento il marito e l’autista sono stati lasciati fuggire illesi. Un secondo sospettato nell’omicidio è stato arrestato giovedi e la notizia è stata ritenuta di tale importanza che il capo della polizia Chief Bheki Cele l’ha annunciata in televisione ed ha poi tenuto una conferenza stampa nella township dove la Dewani è stata rapita.

Quali siano i motivi del rapimento non si sa, anche perchè è stato accertato che la donna non ha subito violenze sessuali.

Cele si è impegnato ad usare il pugno di ferro per abbattere la spirale del crimine a Città del Capo e nelle sue township circostanti che, ha detto, sono in mano a gangster, ladri e spacciatori di droga. Il capo della polizia ha puntato il dito soprattutto contro le osterie illegali (nelle township l’alcol è teoricamente vietato) chiamate shebeens, dove i malavitosi si riuniscono, si ubriacano e poi si dedicano alle loro attività criminose.