Suore italiane uccise in Burundi, la pista del traffico di farmaci

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 febbraio 2015 0:10 | Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2015 0:11
Suore italiane uccise in Burundi, la pista del traffico di farmaci

Suore italiane uccise in Burundi, la pista del traffico di farmaci

ROMA – Quelle tre suore italiane sapevano troppo. Il direttore di una radio del Burundi, Bob Rugurika, è in carcere dal 20 gennaio scorso e rischia 20 anni di condanna. Ha condotto, e mandato in onda, un’inchiesta sull’uccisione delle tre suore italiane, Olga Raschietti, Benedetta Boggian e Lucia Pulici, avvenuta il 7 settembre dello scorso anno in Burundi.

Del triplice omicidio venne subito accusato un uomo con problemi psichici ma Bob Rugurika, direttore di Radio Publique Africaine, ha cercato un’altra possibile spiegazione. E ha intervistato un uomo che dice di aver fatto parte del commando che ha ucciso le tre suore. La fonte, anonima, ha parlato di un traffico di farmaci. Scrive Il Messaggero:

L’anonimo intervistato (Rugurika si è rifiutato di fare il nome della sua fonte) tira in ballo il generale Adolphe Nshimirimana, ex direttore dei servizi burundesi e vicino al presidente Pierre Nkurunziza. L’ex capo dello spionaggio avrebbe importato dei farmaci spacciandoli come destinati alla parrocchia, evitando cosi’ le tasse doganali. Tra i farmaci, trasportati a bordo di veicoli della parrocchia, Nshimirimana avrebbe nascosto anche minerali contrabbandati illegalmente dalla vicina Repubblica Democratica del Congo facendoli passare come aiuti umanitari.