Texas, strage a scuola: 10 morti. Arrestato il killer: è uno studente di 17 anni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 maggio 2018 16:38 | Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2018 21:57
Texas, sparatoria in una scuola superiore. Si era appena conclusa l'esercitazione anti-stragi

Texas, sparatoria in una scuola superiore. Si era appena conclusa l’esercitazione anti-stragi (Foto Ansa)

DALLAS – Un’altra sparatoria, la 22esima dall’inizio del 2018, allunga la striscia di sangue nelle scuole americane, mettendo a nudo l’inefficacia delle risposte offerte finora dall’amministrazione Trump [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] e dal Congresso dopo la strage di Parkland del 14 febbraio scorso (17 morti), che ha dato vita ad un vasto movimento di protesta nel Paese contro le armi.

Questa volta è toccato ad un liceo di Santa Fe, tranquilla cittadina di 13mila abitanti ad una sessantina di km a sudest da Houston, Texas, dove uno studente di 17 anni, Dimitrios Pagourtzis, rimasto ferito e adesso agli arresti con un possibile complice, ha ucciso dieci persone con un’arma da fuoco per ora non meglio precisata: 9 alunni e un insegnante, secondo l’ultimo bilancio. Diversi anche i feriti, tra cui un agente in servizio nella scuola, che ha affrontato l’assalitore limitando il massacro ma senza sventare la strage: a dimostrazione che una presenza armata, poliziotto o insegnante che sia, non basta a impedire i massacri, contrariamente a quanto sostiene il presidente.

Tutto è cominciato intorno alle 8 locali, quando un giovane armato si è introdotto nella scuola ed è entrato in una classe di arte sparando e seminando il panico. Qualcuno ha attivato l’allarme anti incendio per segnalare un pericolo e molti studenti hanno creduto che si trattasse di un’esercitazione ma quando hanno udito gli spari sono scappati all’esterno o hanno cercato riparo barricandosi dentro le aule, come prevede la procedura di lockdown. Nel giro di pochi minuti alla scuola sono arrivate numerose ambulanze, tre elicotteri e ingenti forze di polizia, che hanno circondato l’edificio e perquisito gli alunni che erano riusciti a fuggire. Nel frattempo un coraggioso agente della scuola aveva ingaggiato un conflitto a fuoco con l’assalitore, consentendone l’arresto. Poco dopo è stato fermato anche un altro studente, che potrebbe essere un complice.

A rendere ancora più sconcertante il massacro è stata la scoperta nella scuola e nel campus di vari ordigni esplosivi artigianali, tra cui tubi bomba e pentole a pressione, tanto che le forze dell’ordine hanno invitato i cittadini a non toccare nessun oggetto sospetto. Per ora resta ignoto il movente e il piano generale dell’assalto ma tutti si chiedono come il 17enne possa essersi procurato l’arma (non risulta alcun atto d’acquisto) e come sia riuscito ad introdurla a scuola.

Intanto trapelano le prime indiscrezioni sul suo profilo: le pagine dei suoi account social mostrano una sua foto con una t-shirt recante la scritta ‘Born to kill’ (nato per uccidere) ed altre immagini di una lunga giacca verde con simboli nazisti. Il ragazzo giocava con il team di football della scuola ed era membro della squadra di danza della chiesa greca ortodossa.

Nel suo diario Dimitrios Pagourtzis pianificava di uccidere e di suicidarsi. Lo ha reso noto in una conferenza stampa il governatore del Texas Greg Abbott, aggiungendo che nella sua auto e nella sua abitazione sono state trovate molotov e altri ordigni. Il giovane avrebbe poi detto alla polizia che non ha avuto il coraggio di togliersi la vita dopo aver compiuto la strage.

Trump e Melania hanno espresso via Twitter le loro condoglianze. Il presidente ha poi condannato l’episodio come un “attacco terribile” ammettendo che “queste sparatorie sono andate avanti troppo a lungo” e che farà “tutto quello che è in mio potere per fermarle”. Ma finora ha fatto ben poco, promettendo recentemente davanti alla Nra, la potente lobby delle armi, che la sua amministrazione difenderà il secondo emendamento della costituzione (sul diritto all’autodifesa) e rilanciando la sua idea di armare gli insegnanti.

Ma ora dovrà fare i conti nuovamente con il movimento studentesco che ha organizzato marce e proteste in tutto il paese e che potrebbe incidere sulle elezioni di midterm. Gli studenti sopravvissuti al massacro di Parkland hanno già manifestato il loro dolore e il loro sdegno sul web. “I nostri bambini sono uccisi e voi trattate questo come un gioco. Questa è la 22/ma sparatoria scolastica solo quest’anno. Fate qualcosa”, ha twittato una di loro rivolgendosi a Trump.

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