Ucraina liberata, allarme default, chiede all’ Occidente 35 miliardi di dollari

Pubblicato il 26 febbraio 2014 10:34 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2014 10:34
Catherine Ashton

Catherine Ashton

UCRAINA, KIEV – L’Ucraina “liberata” lancia l’allarme default e tende la mano verso l’Occidente in cerca d’aiuto. I soldi in cassa sono finiti e, secondo le previsioni del ministro delle Finanze ad interim Iuri Kolobov, gli aiuti macroeconomici di cui ha bisogno il Paese per il 2014-2015 potrebbero raggiungere quota 35 miliardi di dollari.

“Ue e comunità internazionale ora dovranno sostenere l’Ucraina perchè si allontani dal baratro economico”, avverte il presidente del Parlamento Ue Martin Schulz, mentre il presidente della commissione parlamentare Affari esteri Elmar Brok parla di un pacchetto di aiuti da venti miliardi dopo la firma dell’Accordo di libero scambio, facendo riferimento anche a sforzi bilaterali di vari Stati membri.

Intanto dalla Commissione si preferisce usare massima cautela su cifre e strumenti. “L’Alto rappresentante Catherine Ashton è sul terreno in queste ore proprio per incontrare i leader e valutare tutte le opzioni possibili”, spiega il portavoce dell’esecutivo Olivier Bailly, che evidenzia come si sia lavorato ad “un pacchetto” articolato “sul breve, medio e lungo termine”. Ma resta “l’importante condizione del programma di riforme” che il Paese deve mettere in atto e l’Accordo “sul tappeto”, da firmare quando il processo di transizione politica avrà fatto il suo corso. Dopo le elezioni del 25 maggio.

Di fatto si continua a parlare di un “compact” di aiuti con partner e istituzioni finanziarie internazionali, con la regia dell’Fmi, ed il coinvolgimento di Bei e Berd. Proprio Il commissario alla Politica di vicinato Stefan Fule si è incontrato col presidente della Berd. “Un appuntamento programmato da tempo”, viene fatto notare, ma nel corso del quale non s’� mancato di parlare del dossier Ucraina. E un’altra fonte europea chiarisce: “Stiamo cercando il modo pi� efficace e più veloce per dare aiuto. Occorre tuttavia fare un’analisi tecnica per capire, ad esempio, come si sia arrivati a mettere assieme la cifra dei 35 miliardi di dollari” di cui ha parlato Kolobov. O quante siano davvero “le riserve ancora in cassa”.

Da Kiev si propone di organizzare una conferenza internazionale dei donatori. Ipotesi che trova il favore del ministro greco degli Esteri Evangelos Venizelos. “Bisogna evitare una guerra civile, e l’affondamento finanziario ed economico del Paese. Bisogna organizzare una conferenza internazionale per evitare il fallimento dell’Ucraina”, dichiara Venizelos da Budapest, dove si è riunito con i ministri del “V4” (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia). “Non c’è tempo da perdere” perchè, come ha confermato il presidente ucraino ad interim, non ci sono più soldi nelle casse, mette in guardia il capo della diplomazia francese Laurent Fabius.

Mentre il presidente Francois Hollande telefona a Vladimir Putin insistendo sull’importanza di una “transizione pacifica e dell’integrità territoriale”. Mosca, che a novembre aveva spinto Kiev a non firmare l’accordo con l’Ue, offrendole in prestito 15 miliardi di dollari, è frattanto tornata ad alzare i toni, denunciando come in Ucraina stiano emergendo tendenze “dittatoriali”, “metodi terroristici” e “misure anti-russe”.  Sembrerebbe una velata minaccia.