Venezuela, Guaidó lancia l’offensiva finale contro Maduro. I blindati investono i manifestanti scesi in strada VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 maggio 2019 8:19 | Ultimo aggiornamento: 1 maggio 2019 8:19
venezuela blindati

Venezuela, Guaidó lancia l’offensiva finale contro Maduro. I blindati investono i manifestanti scesi in strada VIDEO

CARACAS – Alta tensione in Venezuela, dove il leader dell’opposizione, Juan Guaidò, ha lanciato un appello per una rivolta militare. In un video Guaidò appare in una base aerea a Caracas affiancato dall’attivista Leopoldo Lopez, liberato dai militari. “Quale presidente incaricato e legittimo capo delle forze armate convoco tutti i militari a seguirci nelle nostre azioni”, ha annunciato Guaidò. 

Dopo quattro mesi di crisi istituzionale, di dramma umanitario, di appelli alla “fine dell’usurpazione” del presidente venezuelano Nicolas Maduro, il leader dell’opposizione Juan Guaidò ha quindi rotto gli indugi e lanciato l’Operazione Libertà. L’autoproclamatosi presidente ad interim, riconosciuto da una sessantina di Paesi, nel video era affiancato dall’attivista Leopoldo Lopez, arrestato nei mesi scorsi e liberato dai domiciliari nelle ultime ore proprio dai quei militari che hanno deciso di schierarsi al fianco di Guaidò. Lopez è poi stato accolto come “ospite” dall’ambasciata del Cile a Caracas insieme alla moglie Lilian Tintori e alla figlia, mentre il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha deciso di concedere l’asilo a 25 militari, che si erano schierati con Guaidò, accogliendoli nell’ambasciata del Brasile in Venezuela.

Ma Maduro non molla. Il presidente rivendica la lealtà dei comandanti militari e chiama a sua volta a una “mobilitazione popolare” per fermare il colpo di Stato: “Vinceremo”. Il vicepresidente del Partito socialista unito, Diosdado Cabello, ha invitato i chavisti a recarsi al Palazzo presidenziale di Miraflores per difendere la Costituzione e il presidente Maduro. Il mondo si divide, seguendo più o meno gli stessi schieramenti che si erano visti nelle prime settimane della crisi: gli Stati Uniti, i primi a riconoscere la legittimità di Guaidò, sostengono la sua battaglia per la democrazia con il presidente Donald Trump che sottolinea di “stare con il popolo venezuelano”, mentre la Russia accusa l’opposizione di fomentare il conflitto.

L’Ue, dal canto suo, ribadisce che la soluzione deve essere “pacifica” e invita le parti a evitare violenze che possano mettere a rischio “vite umane”. Anche l’Italia, preoccupata per le centinaia di migliaia di italo-venezuelani, ha rinnovato l’appello a una “transizione politica pacifica” attraverso “nuove elezioni presidenziali pienamente libere”. I Paesi latinoamericani si schierano con l’oppositore, tranne Cuba e la Bolivia che condannano un tentativo di colpo di stato diretto dall’estero. “Preoccupato” il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che lancia un appello alle parti alla moderazione.

Per le strade di Caracas si sono registrati scontri tra l’esercito di Maduro e i militari che appoggiano Guaidò, che come lui indossano una fascia azzurra al braccio per distinguersi dai soldati del fronte opposto. I feriti sarebbero quasi 60, tra cui almeno un militare, fedele al governo chavista, colpito fuori dalla base di La Carlota. Le immagini televisive hanno mostrato anche blindati dell’esercito che avanzavano sulla folla investendo almeno un dimostrante. (fonte ANSA – REPUBBLICA)