Weinstein in aula si dichiara non colpevole. L’avvocato: “Pronti alla battaglia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 giugno 2018 20:12 | Ultimo aggiornamento: 5 giugno 2018 20:12
Weinstein in aula si dichiara non colpevole. L'avvocato: "Pronti alla battaglia" (foto Ansa)

Weinstein in aula si dichiara non colpevole. L’avvocato: “Pronti alla battaglia” (foto Ansa)

NEW YORK – “Pronti a lanciare battaglia”. Così l’avvocato difensore di Harvey Weinstein [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]  conferma l’intenzione di sfidare le incriminazioni per stupro e abusi sessuali a carico dell’ex produttore di Hollywood che oggi è comparso in tribunale e si è dichiarato non colpevole.

Weinstein è giunto in aula a New York per la prima udienza dopo che la scorsa settimana un grand jury ha formalizzato l’incriminazione e dopo che il 25 maggio si era consegnato alle autorità che avevano confermato lo stato di arresto prima del rilascio dopo il pagamento di una cauzione di un milione di dollari.

Inoltre indossa un braccialetto elettronico con dispositivo Gps che riporta sempre la sua posizione, dato che potrà spostarsi solamente tra New York e il Connecticut.

Weinstein oggi è arrivato a bordo di un Suv, poi è stato scortato fin dentro al tribunale fra due ali di giornalisti. In aula ha limitato a “sì” e “no” le sue risposte al giudice. Circa 40 minuti, poi nuovamente in auto e nessun commento ai reporter.

A parlare è invece il suo avvocato, Ben Brafman: “Credo che oggi sia il primo giorno del nostro processo. Cominciamo adesso la nostra battaglia”.

L’incriminazione era arrivata dopo che gli avvocati di Weinstein avevano comunicato la decisione di non testimoniare davanti al grand jury, con la motivazione di non aver avuto tempo sufficiente per prepararsi, in quanto l’ex boss della Miramax aveva appreso i dettagli delle specifiche soltanto dopo essersi consegnato alle autorità, e sottolineando inoltre che la “pressione politica” aveva reso l’incriminazione inevitabile. Questa dunque la linea difensiva ribadita oggi e specificata ulteriormente dall’avvocato nel sottolineare che, ferma restando la gravità del reato di stupro, “è altrettanto riprovevole l’essere oggetto di false accuse”.