Wuhan città prigione: virus non deve uscire. 11 milioni in quarantena, stop a bus, aerei…

di Daniela Lauria
Pubblicato il 23 Gennaio 2020 9:24 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2020 9:26
Wuhan città prigione: virus non deve uscire. 11 milioni in quarantena, stop a bus, aerei...

Cittadini cinesi in viaggio con la mascherina (Foto archivio Ansa)

ROMA – Quello giunto alle 4.50 di giovedì mattina all’aeroporto di Roma-Fiumicino è stato l’ultimo volo a partire da Wuhan, la città epicentro del nuovo coronavirus, simile alla Sars. Lo hanno stabilito le autorità cinesi che hanno ordinato uno stop temporaneo del trasporto pubblico. Fermi dalle 10 di questa mattina (le 3 in Italia) treni e aerei in uscita, ma anche bus, metropolitane e traghetti, per contrastare la diffusione del virus.

Undici milioni di persone sono ora isolate a nella città-prigione di Wuhan, dove si registra la stragrande maggioranza di contagi tra i 547 complessivi da quanto è scattata l’emergenza. Nella sola provincia centro-orientale di Hubei si contano almeno 17 morti, e non aiuta il fatto che Wuhan sia un importante snodo per il trasporto della regione.

Sospese anche le celebrazioni per il Capodanno cinese. “Se non è necessario non venite a Wuhan”, ha detto alla tv di Stato il sindaco Zhou Xianwang, annunciando di aver cancellato quella che è una delle più sentite festività tradizionali cinesi. Nel frattempo, sono scattate misure d’emergenza. La città ha istituito un quartier generale per il controllo e il contrasto dell’epidemia e ha innalzato le misure per la detenzione di possibili casi sospetti. 

Resta chiuso anche il mercato ittico da cui sarebbe germogliato il virus, il mese scorso, e la polizia sta effettuando controlli a campione per pollame vivo o animali selvatici in veicoli che escono ed entrano in città. Soltanto oggi, invece, è scattato l’obbligo di indossare le maschere in tutti gli spazi pubblici, dopo che nelle ultime settimane i cittadini di Wuhan ne avevano fatto a meno. Inizialmente, infatti le autorità avevano spiegato che il virus sembrava trasmettersi dagli animali, mentre poi si è scoperto che è possibile il contagio da uomo a uomo.

Intanto l’Oms, rassicurata dalla collaborazione cinese, ha rinviato a oggi la decisione se dichiarare o meno l’emergenza di sanità pubblica a livello internazionale a causa del nuovo coronavirus. “Abbiamo bisogno di maggiori informazioni – ha detto il direttore generale – è una decisione che prendo molto sul serio e che sono disposto a prendere dopo aver valutato tutte le prove disponibili”.

Al momento il rischio di arrivo in Europa del coronavirus resta “moderato”, ma è alta la probabilità di contagio nei Paesi asiatici, sono le conclusioni del parere aggiornato del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Per quanto riguarda i contagi all’estero, c’è un caso confermato in Giappone, tre in Thailandia e uno in Repubblica di Corea, oltre a quello negli Stati Uniti. E si aggiunge ora un caso sospetto a San Pietroburgo. Se confermato sarebbe il primo in Europa. Sempre dalla Russia arriva anche la notizia di un lavoro avviato per mettere a punto il vaccino. Corsa che vede anche altri scienziati nei laboratori di tutto il mondo.

Anche se mancano ancora molti dati per definire meglio il nuovo coronavirus cinese, quello che si può dire al momento è che “il suo tasso di letalità sembra essere più basso di quello della Sars”, ha spiegato Gianni Rezza, epidemiologo dell’Istituto superiore di sanità (Iss). I medici di famiglia, che sono come sempre la prima linea del servizio sanitario nazionale, hanno deciso di giocare d’anticipo attrezzandosi con una serie di direttive per affrontare l’eventualità che il Coronavirus varchi le frontiere.

In Italia il ministero della Salute ha riunito la task force con la presenza di tutti i principali organismi sanitari del paese. Resterò attiva 24 ore su 24. Il modello sostanzialmente è quello costruito sulla base dell’esperienza delle precedenti grandi epidemie, Sars prima ed Ebola dopo.

Fonte: Ansa