Una bambina protesta in India contro gli abusi sui minori (Foto d'archivio Ansa) - Blitz Quotidiano
Un bambina di 11 anni è stata stuprata e uccisa nello Stato indiano del Bengala Occidentale. Il corpo della giovane è stato poi ritrovato in uno stagno la scorsa domenica. L’episodio, avvenuto nel villaggio di Surjyapur, a Baruipur, alla periferia di Calcutta, ha scatenato giorni di violente proteste, che hanno portato anche al linciaggio di massa con la conseguente morte di un uomo e l’uccisione di uno dei sospettati da parte della polizia. Altri tre uomini arrestati rimangono in custodia. In totale, sono state fermate 40 persone.
La polizia ha dichiarato che un uomo era stato arrestato e ucciso dagli agenti dopo che – stando alla versione ripresa dall’agenzia Pti – “aveva strappato un’arma da fuoco a un agente e tentato di sfuggire alla custodia durante una ricostruzione della scena del crimine”. La polizia ha detto che l’uomo ha sparato un colpo e che quindi gli agenti hanno risposto per “autodifesa”. Tuttavia – sottolinea la Bbc – oppositori e attivisti per i diritti “hanno messo in dubbio la legittimità dell’uccisione, sostenendo che abbia violato la legge”.
Un attivista citato dalla tv britannica ha definito l’episodio “sospetto” sostenendo che “la dinamica di questi scontri a fuoco con la polizia è pressoché identica in molti stati del Paese”. La vicenda sta avendo anche risvolti politici. L’opposizione accusa infatti il partito del premier indiano Narendra Modi, che governa da alcuni mesi il Bengala occidentale dopo aver vinto le elezioni locali, di non fare abbastanza per la sicurezza delle donne.
