"I bambini della famiglia nel bosco sono in sofferenza psicologica". Cosa dicono i periti di parte (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Una “condizione di sofferenza psicologica significativa e progressiva dei minori, direttamente correlata allo sradicamento subito ed alla persistente discontinuità nei loro riferimenti affettivi, educativi, identitari ed organizzativi”. Questo il parere dei periti di parte, gli psicologi Tonino Cantelmi e Martina Aiello, nella nuova relazione consegnata al tribunale dei minorenni dell’Aquila sui ‘bambini del bosco’.
“I segnali di disgregazione emotiva, di disorientamento e di perdita di stabilità osservati – scrivono nelle nove pagine della relazione – non possono essere considerati transitori né adattivi ma configurano un rischio concreto di cristallizzazione del disagio e di compromissione delle traiettorie evolutive. Il protrarsi dell’attuale assetto rischia, infatti, di trasformare uno stato di sofferenza reattiva in una condizione strutturata con possibili esiti duraturi sul piano dell’organizzazione emotiva e della costruzione dell’identità personale”. Per questo gli psicologi tornano a ribadire “la necessità e l’urgenza di procedere al ripristino del nucleo familiare di origine al fine di ricostruire il vissuto identitario, di interrompere il processo di disgregazione dei riferimenti fondamentali dei minori, nonché di prevenire l’evoluzione del disagio in forme più gravi e strutturate”.
“A livello alimentare emerge una relazione disfunzionale con il cibo, indicativa di un disagio emotivo e non adeguatamente contenuto. I ritmi sonno-veglia risultano compromessi in modo significativo. Il cambiamento degli orari della routine alimentare e della scansione temporale delle attività quotidiane ha prodotto un’alterazione sostanziale dei cicli fisiologici”. Un ulteriore elemento rilevante riguarda la modifica delle modalità di gioco e delle attività ludico-ricreative. “Alle abitudini di origine all’aria aperta con il contatto diretto con la natura sono sostituite da un’esposizione frequente a contenuti audio-vivisi come cartoni animati, film e videoclip musicali, riduzione dell’attività fisica e del gioco attivo” conclude il documento.
