Alitalia: Lufthansa, Eni, Leonardo e Cdp si sfilano. A Di Maio l’hanno…rimasto solo

di Riccardo Galli
Pubblicato il 31 ottobre 2018 10:58 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2018 10:58
Alitalia con Fs: Lufthansa, Eni, Leonardo e Cdp si sfilano. A Di Maio l'hanno...rimasto solo

Alitalia: Lufthansa, Eni, Leonardo e Cdp si sfilano. A Di Maio l’hanno…rimasto solo (foto Ansa)

ROMA – Alitalia, il governo aveva chiamato a metterci soldi dentro. E’ un affare aveva garantito Di Maio in prima persona. Anzi, un doppio affare aveva bi-garantito Di Maio perché nell’affare c’è lo Stato che in un modo o nell’altro si prende la maggioranza di Alitalia. Una garanzia, quindi accorrete investitori e aziende. Venite a portare ciascuno un po’ di soldi o competenze in Alitalia ri-nazionalizzata. Accorrete festosi, non vi affollate. C’è un Di Maio festoso e accogliente che vi aspetta.

Ad accorrere e a presentarsi è stata solo Ferrovie dello Stato. Col forte dubbio che Ferrovie sia accorsa per dovere più che per piacere aziendale. Insomma non sembra un caso che l’unica azienda che doveva obbedire al governo abbia risposto sì all’invito del governo. D’altra parte altrimenti che l’aveva cambiato a fare il vertice di Ferrovie Di Maio? Se non per avere un’azienda di buon comando del governo?

Però Ferrovie alla festa di Alitalia ri-nazionalizzata l’hanno (per dirla alla Gasmann) rimasta sola. Lufthansa che di compagnie aeree sa qualcosa e che doveva essere il “partner industriale”, insomma quello che sa cosa fare, ha detto: volentieri. Volentieri, però Lufthansa c’è e viene solo se non c’è la mano dello Stato, la mano pubblica. Altrimenti no grazie.

Ma come? La perla, la gemma del piano Di Maio rifiutata da Lufthansa? Non vogliono che in Alitalia dove loro ci mettono i soldi comandi lo Stato italiano? Saranno tedeschi, i soliti tedeschi strani: non vogliono mettere soldi e competenze dove poi non contano niente. Strani due volte: come si fa a non fidarsi dlal mano pubblica italiana in Alitalia? Come si fa a non fidarsi di chi in Alitalia ha bruciato nove miliardi e mezzo di soldi pubblici riuscendo a farla volare sempre in perdita?

Tedeschi. Ma alla festa Alitalia convocazione Di Maio non si è presentata neanche Eni, che pure era stata invitata, indossasse l’abito che voleva, sul dressing code azionario Di Maio era stato vago e tollerante. E non si è presentata neanche Leonardo (ex Finmeccanica). E soprattutto si è scusata ma ha detto di non poter venire Cassa Depositi e Prestiti, la grande cassaforte semi pubblica italiana. Si è scusata cassa Depositi e Prestiti, ha detto che i genitori, i suoi genitori, le Fondazioni che ci mettono i soldi in Cassa, non vogliono questa fuitina con Alitalia. Anzi, si oppongono anche a un semplice flirt con Alitalia. Perché poi si sa come va a finire.

Già, si sa come va a finire con Alitalia in mano allo Stato e governata quindi dalla politica. Si sa perché è così che va più o meno da sempre. Si sa perché Alitalia in mano pubblica, comandata dalla politica (e dai sindacati interni) è azienda fallita tre volte proprio perché in mano pubblica, comandata dalla politica e dai governi (e dai sindacati interni). Si sa come va a finire nel metterci soldi e competenze e poi non poter decidere nulla. Lo sanno tutti. E a conferma Di Maio sta preparando altro magheggio: fingere nei bilanci che Alitalia non debba restituire allo Stato i 900 milioni che ha preso giurando che erano un prestito. Si sa ed è perché si sa che le aziende vere a Di Maio su Alitalia l’hanno…rimasto solo.