Apple affonda in Borsa, giù del 10%: rallenta l’economia della Cina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 gennaio 2019 17:49 | Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2019 18:54
Apple, tonfo in Borsa: giù del 10% per situazione Cina

Apple affonda in Borsa, giù del 10%: rallenta l’economia della Cina

NEW YORK – Tonfo di Apple in Borsa, dove arriva a perdere il 10,01%, per un capitalizzazione di mercato inferiore a Google. Un calo arrivato dopo l’annuncio del taglio delle stime sui ricavi da parte del colosso di Cupertino, insieme al rallentamento dell’economia della Cina. In appena un giorno ha bruciato 446 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato dal record del 3 ottobre scorso. Al momento vale intorno ai 682 miliardi di dollari.

Le perdite registrate da Apple sono maggiori al valore di 496 delle 500 società dello S&P 500 prese singolarmente: sono infatti maggiori al valore di JPMorgan ma anche quello di Facebook. Solo quattro colossi dello S&P 500 hanno una capitalizzazione di mercato superiore ad Apple: si tratta di Microsoft, Amazon, Alphabet e Berkshire Hathaway.  

Baidu, il motore di ricerca cinese, segue Apple nel lanciare l’allarme sul rallentamento dell’economia della Cina. L’amministratore delegato Robin Li in una lettera ai dipendenti mette in guardia sul fatto che ”l’inverno sta arrivando” in riferimento alla debolezza dell’economia cinese. Kevin Hassett, presidente del consiglio degli advisor economici della Casa Bianca, parla addirittura di recessione e spiega come ”molte” società americane potrebbero imbattersi in un rallentamento degli utili in Cina. Apple farà bene una volta che ci sarà un accordo commerciale fra Stati Uniti e Cina.  

Il calo improvviso di Apple però tira giù anche le Borse europee, con Piazza Affari in calo insieme a Londra, Parigi e Francoforte. Anche il Dow Jones va in rosso insieme al Nasdaq, per una Wall Street sofferente in riapertura.  Il rischio lanciato da Goldman Sachs è che la Apple potrebbe essere costretta a rivedere al ribasso le stime per l’intero 2019. Goldman paragona Cupertino all’ex colosso dei cellulari Nokia: ”Vediamo il potenziale per una ulteriore revisione delle stime per l’anno fiscale 2019”, spiega, precisando che un ulteriore taglio dipenderà dall’andamento della domanda in Cina agli inizi dell’anno. ”Abbiamo messo in guardia sulla domanda cinese dalla fine di settembre e il taglio di Apple conferma” l’avvertimento: ”non ci attendiamo che la situazione migliorerà in marzo e restiamo cauti”.

Apple come Nokia – osserva Goldman – dipende dalla decisione dei consumatori di acquistare gli ultimi modelli dei dispositivi a disposizione: più l’economia rallenta, più la velocità dei consumatori di aggiornare i loro dispositivi rallenta. Per Apple la velocità con cui i consumatori cambiano i loro dispositivi è sensibile agli eventi macroeconomici ora che la società si avvicina al livello massimo di penetrazione dell’iPhone.