Economia

Assalto al reddito di inclusione: tutti vogliono i 485 euro al mese

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Assalto al reddito di inclusione: tutti vogliono i 485 euro al mese

ROMA – Le sedi dei Caf “da nord a sud, sono prese d’assalto dai cittadini” per avere informazioni e accedere al Reddito di inclusione (Rei), la nuova misura di contrasto alla povertà operativa dal primo dicembre. A spiegare la situazione è Consulta nazionale dei Caf. Le sedi dei Caf sono prese d’assalto ma sarebbero i Comuni a dover gestire le pratiche del Reddito di inclusione. Ma i Comuni sono in difficoltà.

Tanto che in alcuni Comuni del sud Italia, gli stessi enti locali, avrebbero chiesto ai Caf di prendersi cura dell’istruzione delle pratiche e della loro gestione, non avendo gli strumenti sufficienti per farsene carico.

I Comuni, spiegano i coordinatori della Consulta nazionale dei Caf, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, sono disorientati “perché non sono attrezzati per dare le risposte ai cittadini, in particolare non hanno gli strumenti per strutturare il percorso di inserimento di coloro che accedono al Rei”.

A fronte di questa impasse, “i comuni stessi a volte si rivolgono ai Caf per attivare una convenzione sul Rei, ma noi non abbiamo la titolarità per farcene carico”.

Cos’è il Reddito di inclusione?

Il Reddito di inclusione (Rei) riguarda le famiglie in condizioni di povertà. Dal 1 dicembre è infatti possibile presentare all’Inps le domande per accedere al beneficio, che partirà da gennaio.

Il contributo massimo, al momento, è pari a 5.824,80 euro l’anno, ovvero 485,40 euro al mese, ma nella legge di bilancio 2018 sono previste risorse aggiuntive.

Il Rei, che in prima battuta interessa quasi 500.000 famiglie e circa 1,8 milioni di persone, è compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa, fermi restando i requisiti economici di base, ma non con la contemporanea fruizione della Naspi o di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria.

Già dal gennaio 2018, compatibilmente con le risorse disponibili e sulla base delle priorità indicate dal legislatore, il Rei sarà riservato a una platea composta da circa 500.000 famiglie. Vi accedono i nuclei familiari con:

  • un componente di età minore di anni 18
  • una persona con disabilità e di almeno un suo genitore, ovvero di un suo tutore
  • una donna in stato di gravidanza accertata
  • almeno un lavoratore di età pari o superiore a 55 anni, che si trovi in stato di disoccupazione per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale.

Il beneficio economico è concesso per un periodo massimo di 18 mesi e non potrà essere rinnovato prima di 6 mesi. In caso di rinnovo, la durata è fissata in 12 mesi.

La domanda deve essere presentata ai Comuni o altri punti di accesso, identificati dai Comuni stessi, sulla base dell’apposito modulo predisposto dall’Inps e scaricabile a questo link.

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