“Bad bank con aiuti di Stato”: Padoan rompe tabù. Troppi i crediti spazzatura

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Gennaio 2015 9:37 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2015 10:50
"Bad bank con aiuti di Stato": Padoan rompe tabù. Troppi i crediti spazzatura

“Bad bank con aiuti di Stato”: Padoan rompe tabù. Troppi i crediti spazzatura

ROMA – “Bad bank con aiuti di Stato”: Padoan rompe tabù. Troppi i crediti spazzatura. Ogni 100 euro prestati dalle banche alla clientela oggi ben 18 rischiano di andare persi, è difficile che tornino alla base: nel 2006 la somma dei crediti deteriorati era di 45 mld di euro, 54 nel 2009 prima di raggiungere l’astronomico volume dei 181 miliardi attuali ma, se si considerano i crediti problematici di famiglie e imprese non ancora insolventi, si arriva a 330 miliardi.

Una zavorra che vale più di tutti i titoli italiani in via di acquisto da parte della Bce (due imprese su tre si capitalizzano solo attraverso le banche), che rischia di vanificare la stessa massiccia iniezione di liquidità e disinnescare il bazooka di Mario Draghi. Prima di riprendere a fare credito e dare una scossa alla ripresa, le banche italiane penseranno a rafforzare il loro patrimonio come fra l’altro impongono le regole bancarie più stringenti per sostenere eventuali crisi.

E’ per questo che serve una soluzione che contempli l’intervento pubblico che consenta di alleggerire gli istituti di credito dal fardello delle sofferenze bancarie (una “lavatrice pubblica per i crediti difficili da riscuotere”, ha titolato Il Fatto Quotidiano). Per questo il ministro Pier Carlo Padoan ha infranto il tabù dell’espressione “bad bank”, laddove essa rinvia agli odiati e altamente impopolari aiuti alla casta bancaria accusata peraltro di aver innescato la crisi finanziaria. Il ministro aveva anticipato la notizia a Repubblica (Federico Fubini ne aveva raccolto il pensiero prima di tornare ancora sull’argomento ieri), parlando di “strumenti che vanno sotto il nome generico di bad bank“.

Una delle soluzioni percorribili avanzata prevede che, Tesoro e Banca d’Italia, di concerto con la Bce, preparino un piano così congegnato: far acquistare alla Bce pacchetti di titoli privati (Abs) che contengano parte di questi titoli deteriorati con la garanzia dello Stato italiano. Ovviamente ogni soluzione deve procedere da un negoziato con l’Unione Europea. Fubini introduce gli altri due meccanismi allo studio.

Per esempio, come già si preparava a proporre il Governo Letta, si potrebbe costituire un veicolo finanziario che emetta titoli di debito coperti da garanzia statale: i fondi raccolti vengono riutilizzati per acquistare pacchetti di crediti deteriorati delle banche a prezzi scontati sperando di gestirli con un minimo di profitto con il paracadute per gli imprenditori della copertura statale in caso di eventuali perdite degli investitori. Padoan ha spiegato a Fubini un’ultima possibilità.

Un sistema di sgravi fiscali per facilitare l’uscita delle sofferenze dalle banche. Gli aspetti tecnici seguiranno, se al governo basterà il coraggio. Ma senza la grande chirurgia sul credito in Italia, i 1.140 miliardi in arrivo della Bce arricchiranno solo chi è già ricco di risparmi grazie all’aumento delle quotazioni sui mercati. Con buona pace di Occupy, non faranno mai crescere gli investimenti e il lavoro per chi non ne ha. (Federico Fubini, La Repubblica)