Banca Etruria: così ingannava i risparmiatori, accolto l’85% delle richieste di rimborsi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Febbraio 2019 9:21 | Ultimo aggiornamento: 12 Settembre 2019 17:09

Banca Etruria: così ingannava i risparmiatori, accolto l’85% delle richieste di rimborsi

ROMA – Sono stati esaminati dall’autorità anticorruzione (Anac) due terzi delle richieste di rimborso presentate dai clienti di Banca Etruria che avevano sottoscritto obbligazioni subordinate: due terzi di queste richieste sono state accolte, l’Anac ha cioè riconosciuto che alcuni direttori di filiali ingannarono questi risparmiatori convincendoli ad acquistare un prodotto finanziario che non faceva per loro, non destinato a loro.

Emblematico il caso della signora anziana che ha investito tutti i suoi risparmi in obbligazioni subordinate, un prodotto a rischio destinato a investitori istituzionali: in realtà le regole non lo permettono, tanto è vero che nell’istruzione della pratica il profilo della signora fu alterato facendola passare per laureata quando aveva invece conseguito solo la terza media. Per lei si profila un rimborso da 500mila euro: non era in grado di capire e tanto meno sottoscrivere quel tipo di obbligazione, eppure è stata convinta dalla banca a fidarsi con la falsa certezza che il prodotto finanziario non comportasse più rischi di un titolo di Stato.

Il suo indennizzo sarà pieno. Al momento dunque sono state esaminate 588 richieste di rimborso su 859 (per le obbligazioni subordinate, per quelle normali vigeva già la legge salva-banche del governo Renzi per mettere al riparo semplici risparmiatori e sottoscrittori di obbligazioni ordinarie dal crac della banca). Di queste ne sono state accolte 495, appunto l’85%.

In una nota diramata nel corso dell’inchiesta i magistrati avevano sottolineato come «gli investimenti in subordinate, su proposta dei responsabili d’area e degli uffici territoriali, sono stati prospettati a vari risparmiatori come investimento sicuro e analogo a quelli in obbligazioni ordinarie e titoli di Stato. Talvolta, il cliente è stato addirittura spinto a effettuare il disinvestimento di operazioni a capitale garantito per favorire l’acquisto delle obbligazioni subordinate, che gli era stato proposto come una promozione della banca rivolta ai propri clienti migliori, ma che doveva essere sottoscritto in tempi brevissimi».